LEGNANO – «Biasimevole condotta», per l’ex sindaco di Legnano Giambatista Fratus, il suo vice Maurizio Cozzi e l’allora assessore ai Lavori Pubblici Chiara Lazzarini. Sono state depositate oggi, venerdì 12 luglio, le motivazioni dell’assoluzione in Appello per i tre amministratori arrestati nel maggio 2019 e condannati in primo grado dal Tribunale di Busto Arsizio. Assolti tutti dalla Corte d’Appello di Milano.
Tutti assolti
Accuse che andavano dalla turbativa d’asta alla corruzione elettorale per il solo sindaco Fratus. I giudici di secondo grado fanno un’analisi dei tre capi d’imputazione che riguardano la turbata libertà degli incanti in merito alle procedure per le assunzioni di un dirigente del Comune, uno di Amga e un commercialista. La questione centrale è se le condotte contestate, seppur considerate biasimevoli dai giudici della Corte d’Appello, possano essere assimilate a turbativa. La risposta è no, dopo aver analizzato la giurisprudenza più recente della Corte di Cassazione, che ha delimitato l’ambito di applicabilità dell’art. 353 c.p. alle sole procedure indette per l’affidamento di commesse pubbliche o la cessione di beni pubblici, escludendo le procedure per l’assunzione di personale.
La nuova normativa
Si tratta di una giurisprudenza rilevante citata in modo ampio dalla Corte mettendo facendo pesare le sentenze più recenti della Corte di Cassazione che hanno definito l’orientamento e anche alcuni precedenti al 2018-2019, anni in cui si è svolta l’indagine del sostituto procuratore Nadia Calcaterra. Tutte, in un modo o nell’altro, chiariscono l’inapplicabilità dell’art. 353 c.p. a procedure concorsuali per l’assunzione di personale e altre tipologie di procedure non finalizzate all’affidamento di commesse pubbliche. L’inchiesta, va detto, è antecedente la riforma della giustizia che dall’altro ieri derubrica il reato di abuso di ufficio. quello di Busto è forse il rimo caso di applicazione della nuova normativa.
Prima applicazione del ddl Nordio
La Corte ha valutato di riqualificare il reato come abuso d’ufficio. Peccato che dall’altro ieri l’abuso d’ufficio, grazie al ddl Nordio, sia stato depenalizzato. Nelle motivazioni viene sottolineato come il già “lungo e doloroso iter processuale” e l’assenza di istruttoria specifica per l’abuso d’ufficio hanno reso improbabile una nuova revisione. Da qui la decisione di non restituire gli atti al pm.
La Corte ha anche esaminato la questione della utilizzabilità delle intercettazioni telefoniche e ambientali che avevano costituito la base della pronuncia di primo grado. Tale problematica non era stata sollevata dalle parti appellanti né discussa nel giudizio di primo grado.
Il nodo delle intercettazioni
Il problema sarebbe la riqualificazione delle ipotesi accusatorie: le intercettazioni erano originariamente disposte per reati ex art. 368 e 353 c.p., che successivamente sono state riqualificate nel reato di corruzione elettorale. La Corte ha concluso che, in assenza di utilizzabilità delle intercettazioni tecniche, il compendio probatorio risulterebbe drasticamente impoverito. Maurizio Cozzi ha già annunciato, tramite il suo legale Cesare Cicorella, che chiederà un risarcimento per ingiusta detenzione.
Depenalizzare un processo
Lunedì 15 luglio si torna in aula per il piazza pulita bis. Il Pm ha cambiato il capo di imputazione in abuso d’ufficio. Ma la muova norma assolve tutti: l’abuso d’ufficio è depenalizzato.
legnano processo piazza pulita – MALPENSA24
