LEGNANO – I cittadini legnanesi hanno paura a girare per la loro città di notte, anche in centro, principalmente per la presenza di persone sospette. Eppure, il 74% consiglierebbe a chiunque di venire a vivere a Legnano. Sono alcuni risultati del sondaggio effettuato negli ultimi mesi dalle tre Consulte territoriali (Oltrestazione, Centro, Oltresempione) tramite il questionario “Percezione della sicurezza in città-Ricerca esplorativa non rappresentativa”. Al sondaggio, le cui conclusioni sono state presentate oggi, sabato 22 novembre, a Palazzo Leone da Perego (nella foto) hanno risposto in 745, per la maggior parte donne, maggiorenni (45-64 anni la fascia di età più presente) e con una netta prevalenza (640) di chi vive a Legnano da più di 10 anni.
A illustrare i risultati, alla presenza del comandante della Compagnia cittadina Carabinieri, maggiore Pietro Laghezza, di quello della Polizia Locale Daniele Ruggeri, dei presidenti delle Consulte Annamaria Buono (Oltrestazione), Claudio Pio Clemente (Oltresempione), Federico Focacci (Centro) e dell’assessore a sicurezza e prevenzione Anna Pavan, è stato Stefano Rolando, docente all’Università Iulm di Milano e direttore del Centro di ricerca Osservatorio sulla comunicazione pubblica. «Non parliamo del quadro criminale, ma di come l’opinione pubblica percepisce il grado di pericolosità e lo trasforma nelle sue dinamiche soggettive – ha premesso Rolando – È un grande tema sociologico: non la sicurezza, su cui forze dell’ordine e amministratori pubblici hanno le loro politiche, ma la sua percezione, cosa di per sé irreale, che riflette la qualità della società e dell’informazione. È il fronte dove c’è più connubio tra media e politica: i primi cercano mercato, la seconda ci può speculare e costruire elettorati sulla base di allarmi ed esagerazioni che sono già nella pancia della gente. Il dato statistico sparisce di fronte a quello demoscopico, perché nessuno va a leggersi i dati Istat. Nella percezione casca il principio di oggettività, ognuno interpreta i fatti a proprio modo».
Spaventano soprattutto persone sospette
Alla domanda “ti senti sicuro nel tuo quartiere durante il giorno?” la maggioranza dei legnanesi (il 69 per cento) dà un giudizio medio (44%) o alto (25%); basso solo il 16%, molto basso il 7%, molto alto l’8%. Una percezione condivisa da tutte le fasce di età e nelle diverse zone della città, con una valutazione delle donne sopra la media (77% tra medio e alto, contro il 62% fra gli uomini). Il discorso è ben diverso di notte: in queste ore la sicurezza percepita è molto alta solo per il 3%, alta per il 6%, media per il 26%, bassa per il 29% e molto bassa per il 36%: il basso e molto basso complessivo arrivano dunque al 65%, con un picco del 71% nel centro città. Anche questo giudizio negativo è comune a tutte le fasce di età, con una percentuale maggiore tra i 35 e i 64 anni; la valutazione femminile è più negativa col 69% tra basso e molto basso, laddove quella maschile è del 61%.
Queste invece le risposte alla domanda “quali sono le principali situazioni o luoghi in cui ci si sente insicuri?” in ordine di grandezza (potevano essere date più risposte): la presenza di persone sospette (alcuni hanno precisato nel sondaggio “immigrati che bivaccano ubriachi” o “gridano istericamente”, “bande di giovani allo sbaraglio”, spacciatori, prostitute); strade buie; la stazione ferroviaria; spazi isolati; spazi urbani degradati (sono stati indicati luoghi come l’area dell’Esselunga in centro, il Parco Falcone Borsellino, il parchetto di corso Italia); parcheggi sotterranei o pubblici ma isolati.
Oltrestazione il quartiere più temuto
Il sondaggio si è poi concentrato sui principali episodi criminali “partecipati”, cioè subiti o a cui si è assistito nel proprio quartiere. Queste le risposte (anche qui multiple): il 51% ha riferito di atti vandalici, il 49% di spaccio, il 27% di aggressioni fisiche, il 14% di scippi o borseggi mentre il 24% non ha riferito alcun episodio. I dati variano però, anche sensibilmente, da zona a zona.
I quartieri percepiti come meno sicuri sono, nell’ordine, l’Oltrestazione (per Buono «pesa la parola “stazione”, al di là della scarsa conoscenza delle zone molto diverse fra loro che lo compongono»), il centro e Mazzafame, staccati dagli altri (al quarto posto c’è la Canazza). Queste le motivazioni: presenza di individui sospetti 81% delle risposte (600 in cifra assoluta), l’assenza di forze di polizia 56% (419 risposte) e, quasi alla pari col 18% delle risposte, la scarsa illuminazione pubblica (131) e la mancanza di telecamere (132). Particolare interessante, a dare un giudizio negativo non sono gli abitanti del quartiere indicato; ad esempio, per l’Oltrestazione solo il 22% dei giudizi negativi proviene da residenti e il 78% da chi non vive in zona; a Mazzafame esprimono un giudizio negativo sulla sicurezza nel quartiere appena il 7% dei residenti, in centro il 34%.
Ma 3 su 4 ritengono la città attrattiva
Ai partecipanti al questionario è stata poi data la possibilità di avanzare suggerimenti e proposte di strumenti utili a migliorare la qualità della vita quotidiana in città: nell’ordine, sono stati indicati l’aumento della presenza di forze di polizia, telecamere di sorveglianza, il recupero delle aree degradate, il coinvolgimento dei cittadini, l’educazione e prevenzione. Fra i suggerimenti, taxi rosa a prezzo calmierato per gli spostamenti serali; lavorare a lungo termine sull’educazione dei ragazzi e insegnare loro il rispetto; gruppi di volontari che controllano le strade. Alla domanda “conosci il controllo di vicinato?” la maggioranza ha risposto di sì, ma a quella “ne faresti parte?” è prevalsa una maggioranza di risposte negative.
Infine, alla domanda “consiglieresti di venire a vivere a Legnano?” per verificarne l’attrattività, il 74% ha risposto di sì, con il centro che mostra un gradimento del 75%, l’Oltrestazione del 67% e l’Oltresempione dell’81%; dato, quest’ultimo, su cui per Clemente «ha dato un grande contributo soprattutto per i più anziani l’apertura dello Spazio 27b nell’ex Casa Accorsi».
Celebrata in San Magno la Virgo Fidelis col calendario dell’Arma made in Legnano
