Legnano, via Novara contro pista ciclabile: «Idea scellerata, stop subito ai lavori»

lavori stradali

LEGNANOUn no chiaro e tondo, che arriva da chi quella strada la vive tutti i giorni. E pensa che realizzarvi una pista ciclabile non abbia alcun senso, anzi sia controproducente. Residenti e commercianti di via Novara a Legnano hanno scritto al Comune una lettera, regolarmente protocollata, per contestare i lavori cominciati ieri, lunedì 22 luglio, per allungare la “bicipolitana” lungo la principale arteria che esce dalla città in direzione ovest, fino a Borsano. L’ennesima contestazione “dal basso” dei piani dell’amministrazione Radice per la mobilità sostenibile.

Di seguito, il testo della lettera, indirizzata al sindaco, all’assessore ai lavori pubblici Marco Bianchi e alla Polizia locale.

Negozi senza più parcheggi

Apprendiamo con sorpresa che le doglianze sollevate circa l’opportunità di eliminare tutti i parcheggi nel tratto di via Novara in direzione centro al fine di sostituirli con la pista ciclabile sono state completamente ignorate. Ed anzi, viste le riserve sollevatevi, avete pure peggiorato la situazione. Nonostante le numerose richieste dei residenti e dei titolari degli esercizi commerciali, avete proseguito nel progetto della pista ciclabile su un tratto di strada che: è l’unica arteria che collega i paesi a ovest del comune di Legnano con passaggio di molti automezzi anche pesanti; accoglieva gli unici (e già pochi) parcheggi del tratto stradale in questione e di cui usufruivano i residenti, i clienti e i lavoratori delle attività imprenditoriali lì aperte.

Avete immotivatamente lasciato 7 attività commerciali (un ristorante, una merceria, uno studio di massoterapia, uno studio di architettura, un bar-tabacchi, una farmacia, una macelleria) e tutti i residenti e i lavoratori della zona senza parcheggio. Non solo, tutti i soggetti pregiudicati da tale scellerata iniziativa hanno versato i c.d. oneri di urbanizzazione senza poi vedersi riconosciuto il legittimo diritto di avere posti auto. Inoltre i titolari delle attività commerciali subiranno anche un drastico calo di fatturato dettato dalla circostanza per cui i clienti, scoraggiati dal fatto che non avranno dove parcheggiare, non si fermeranno più.

Progetto anche peggiore di quanto immaginato

Il progetto da voi ideato e ora in fase di esecuzione è anche peggio di quanto fosse stato maliziosamente prospettato agli scriventi. Non solo avete eliminato tutti i parcheggi sul lato della strada in cui verrà creata l’inutile pista ciclabile, ma avete eliminato persino quelli sul lato opposto. D’altronde non serviva certo un ingegnere per capire che per fare una pista ciclabile su una carreggiata di soli 7 metri dovevano essere sacrificati tutti i posti auto e non solo quelli presenti sul lato destinato alle bici.  Il risultato di questa illogica insensatezza è che 20 numeri civici nonché un centinaio di unità abitative sono rimaste senza posto auto.

Come se tutto ciò non bastasse, molte delle abitazioni in questione presentano passi carrai e ingressi pedonali che affacciano direttamente su via Novara. Con il venir meno dei posti auto verrà meno anche il “filtro” di uscita e lo spazio di agio e di visuale, rappresentato dai parcheggi, per i pedoni e per le manovre delle auto in entrata nei cortili di proprietà. Il che non sarebbe neanche un problema se non ci trovassimo su una strada in cui passano pullman, camion, tir, macchine e, fra poco, pure biciclette.

La giunta sia ragionevole, fermi tutto

La verità è che state: creando disagi logistici a tutti; pregiudicando la capacità concorrenziale di tutte le attività commerciali e non, aperte nel tratto in questione; creando una condizione di pericolo per la sicurezza di tutti. Di tutto ciò l’Amministrazione sarà ritenuta responsabile.

Nessuno è contro alle piste ciclabili o alle politiche “verdi” purché le scelte e le iniziative adottate per tali interessi non pregiudichino altri diritti e/o la sicurezza dei cittadini. La discrezionalità della pubblica amministrazione dovrebbe infatti essere ispirata al principio di ragionevolezza con riferimento alla situazione di specie, ai fatti e agli interessi in gioco. Il Comune ha già eseguito progetti per piste ciclabili nelle zone dell’Oltrestazione molto discutibili in termini di opportunità (via Liguria e via delle Palme) e che hanno già indisposto i cittadini.

Vi chiediamo dunque di interrompere i lavori per l’esecuzione dell’ennesima pista ciclabile che non solo è inopportuna ma anche e soprattutto oltremodo pregiudizievole per tutti i motivi già ampiamente rappresentati. Gli scriventi saranno altrimenti costretti a tutelare i propri diritti in tutte le competenti sedi giudiziarie.

I commercianti e i cittadini della zona

Quelli di cui, teoricamente, l’amministrazione dovrebbe tutelare gli interessi

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legnano piste ciclabili oltrestazione – MALPENSA24

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