BUSTO ARSIZIO – C’era anche il questore di Varese Carlo Ambrogio Mazza a Villa Calcaterra per la presentazione del libro “Le regole del gioco” di Marco Mancini, l’ex 007 del Sismi in prima linea per oltre quarant’anni dalla lotta alle Brigate Rosse alla guerra contro il terrorismo islamico in Medio Oriente. «A Gaza? Una tregua fragile – il giudizio di Mancini, oggi in pensione, sulla situazione nella Striscia – ci sono 35mila miliziani, terroristi di Hamas, che non credo abbiano voglia di di essere disarmati né che abbiano voglia di lasciare Gaza».
La platea

L’incontro, organizzato dall’associazioni Ali Libere, è stato introdotto da Francesco Attolini, referente in città per l’associazione e consigliere comunale di Fratelli d’Italia. Moderato dal giornalista Pasquale Martinoli, Marco Mancini ha riempito la sala del camino della villa di Sacconago che ospita la sede dell’Istituto cinematografico Michelangelo Antonioni. Oltre al questore Mazza erano presenti anche due sindaci, Emanuele Antonelli di Busto Arsizio e Pietro Zappamiglio di Gorla Maggiore, e alcuni consiglieri comunali.
Gli aneddoti
L’ex 007 ha ripercorso alcuni dei momenti chiave della sua lunga carriera al servizio delle istituzioni. Dalla cattura di “Sirio”, il terrorista delle Brigate Rosse Sergio Segio che, da capo di Prima Linea, «brindava a champagne dopo gli omicidi», al cosiddetto “11 settembre italiano” all’ambasciata di Beirut, sventato grazie al controspionaggio italiano che fu una sua intuizione. E poi l’attualità sulla situazione a Gaza all’indomani della “Pace” siglata su input di Trump: «I miliziani di Hamas stanno cercando di mettere ordine a modo loro e si sono autonominati polizia della Striscia – le parole di Marco Mancini – sono usciti dai tunnel e stanno eliminando coloro che sono considerati collaborazionisti dell’Idf o del Mossad».
