L’ira dei sindaci della Lega per le critiche alla Regione. Galimberti nel mirino

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Davide Galimberti, primo cittadino del Pd a Varese, è nel mirino dei suoi colleghi leghisti

VARESE – I sindaci della Lega in provincia di Varese fanno fronte comune contro i loro colleghi del centrosinistra che attaccano la sanità lombarda e la gestione dell’emergenza coronavirus. Nel mirino c’è, assieme ad altri rappresentanti istituzionali del Partito democratico, tra i quali Giuseppe Sala, soprattutto Davide Galimberti, primo cittadino delle Città Giardino reo, secondo i firmatari della lunga nota diffusa oggi pomeriggio, sabato 4 aprile, di dichiarazioni inaccettabili nei confronti della Regione Lombardia e del governatore Attilio Fontana. Di più: Galimberti avrebbe disatteso accordi tra i sindaci delle maggiori città del Varesotto per definire azioni comuni per i cosiddetti buoni spesa.

Una pesante polemica che arriva nel mezzo dell’emergenza coronavirus, in scia alle tensioni politiche e istituzionali di questi ultimi giorni. A cominciare dal botta e risposta tra Palazzo Lombardia e il governo di Giuseppe Conte fino allo scambio di accuse tra i leader dei maggiori partiti. Situazione che non aiuta di sicuro, al di là delle ragioni e dei torti, a rasserenare un clima di grande preoccupazione,  che richiederebbe invece un’unità di intenti che prescinda dagli schieramenti. Anche per gli innegabili sforzi della Regione per cercare di arginare l’epidemia, un impegno che, benché esposto alle polemiche, è sotto gli occhi di tutti.

Ecco la nota dei sindaci della Lega.

Dispiace vedere la scorrettezza di certi sindaci piddini che in un momento come questo vengono a criticare la Sanità Lombarda sperando di centralizzare questa competenza. Ovviamente loro sono quelli delle nazionalizzazioni di Stato dove il merito scompare, la responsabilizzazione dei territori e degli amministratori lascia spazio ad un gorgo dove annegare debiti e inefficienze scaricando la responsabilità su altri.

I vertici grillini e sinistri del Paese, dopo aver svenduto le competenze statali all’Europa provano ad avocare a livello romano anche la sanità magari proprio su indicazione della stessa Ursula Von Der Leyen. Davanti a questa azione politica centralista aspettiamo da parte di tutti i Sindaci lombardi una reazione, in difesa della propria comunità che ricordo 30 mesi fa per il 95% votò chiedendo maggiore autonomia al Governo centrale.

Ecco che a Varese, dove la scorrettezza istituzionale del sindaco Galimberti è ormai cosa nota a tutti gli amministratori provinciali che hanno avuto a che fare con lui, si consuma l’ennesimo strappo alla democrazia e al rispetto del popolo e delle nostre comunità. Solo pochi giorni fa abbiamo provato nuovamente a coinvolgere il Sindaco del Capoluogo per trovare misure comuni a favore dei cittadini senza pesare ruoli politici ma nuovamente ci ha dato dimostrazione di che pasta è fatto…

Ogni mattina ringraziamo il cielo di essere in Lombardia, la regione più efficiente anche a livello sanitario. Tutto ciò senza aiuti di Stato, anzi con 37 miliardi di euro tagli alla Sanità negli ultimi 10 anni da parte di Governi espressione di quella politica che oggi si erge a campione di metodo in Sanità, giusto per ricordare parliamo di Gentiloni, Renzi, Letta e ovviamente Conte… Le poche scelte fatte dallo Stato sulla Sanità sono state un disastro: dal taglio sull’assunzione del personale medico e blocco agli stipendi (tra i più bassi d’Europa) fino alla sbagliata programmazione universitaria e l’incapacità di creare eccellenze fuori dal nord costringendo milioni di italiani a migrare per curarsi.

Ma nonostante tutto questo, Galimberti cosa fa? Pensa a centralizzare la sanità. Ci auguriamo che queste sue dichiarazioni siano una cambiale che qualche esponente del suo partito gli ha chiesto di firmare in un’ottica di futuri incarichi e non solamente una dichiarazione da Tafazzi.

Pensate se le nostre sorti dipendessero dai vari soggetti che abbiamo imparato a conoscere in questi mesi: il Ministro Speranza che fino a qualche settimana fa non si era accorto di nulla, il ministro Boccia e il Capo della Protezione Civile Borrelli che in conferenza stampa prendono in giro i lombardi per le mascherine “carta igienica” che loro stessi ci hanno mandato lasciandoci soli ad attrezzarci per fornire DPI ai nostri medici ed infermieri; infine il Primo Ministro Conte, l’uomo degli annunci anticipati, dei 5 modelli di autodichiarazione e dei finti trasferimenti da 4,3 miliardi ai Comuni (che sono solo anticipazioni di ciò che è dovuto). Colui il quale un mese fa, accanto al Ministro Speranza, derubricava il contagio Covid-19 come poco più di una influenza… e nelle mani di costui è della comunicazione di Rocco Casalino davvero qualcuno vorrebbe mettere la nostra salute?

Per nostra fortuna, essendo sindaci lombardi, possiamo accedere a un portale attivato con ATS e Prefetture che ci consente di vedere il riassunto aggiornato delle persone in quarantena e di quelle positive presenti sul nostro territorio. Grazie a questo, con la Protezione Civile e con i volontari possiamo gestire la situazione. Chiedessero Galimberti e gli altri sindaci del PD se in Campania o nel Lazio i sindaci sono così informati…

Regione Lombardia sta facendo i miracoli e questi amministratori non solo dovrebbero evitare polemiche, ma anzi dovrebbero ringraziare quel gran gentiluomo che è il nostro Governatore Fontana. Dobbiamo dare a lui e a tutti i nostri medici e infermieri il sostegno perché le nostre Comunità non dimenticheranno chi ha fatto di questa emergenza una sterile battaglia ideologica e chi invece sul territorio ha lavorato rimboccandosi le maniche per la nostra terra e per la nostra gente.

Andrea Cassani (Gallarate)
Alessandro Fagioli (Saronno)
Giuseppe Bascialla (Tradate)
Enrico Puricelli (Samarate)
Maria Elena Catelli (Fagnano Olona)
Gian Luigi Cartabia (Cislago)
Gianluca Cavalluzzi (Arcisate)
Paolo Mazzucchelli (Cairate)
Garlo Frigeri (Castiglione Olona)
Ambrogio Crespi (Venegono Superiore)
Franco Zeni (Cavaria con Premezzo)
Mirko Zorzo (Albizzate)
Giuseppe Gabri (Castronno)
Raffaella Galli (Caronno Varesino)
Stefania Maffioli (Oggiona con Santo Stefano)
Mirko Reto (Casciago)
Eleonora Paolelli (Bodio Lomnago)
Giuseppe Iocca (Malgesso)
Alberto Rossi (Mesenzana)
Simone Castoldi (Rancio Valcuvia)
Fabrizio Anzani (Cittiglio)
Marco Dolci (Duno)
Massimo Porotti (Biandronno)
Alessandro Magni (Brebbia)

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