Liste elettorali. E partiti in fuga

elezioni liste partiti

Con la presentazione, il 26 aprile, dei candidati a sindaco e delle liste per le assemblee civiche , si apre la campagna elettorale per le amministrative di fine maggio (si vota il 25 e il 26). Consultazioni riservate a una manciata di Comuni in tutta Italia, soltanto tre in provincia di Varese: Saronno, Castellanza, Arcisate. Due amministrazioni, Saronno e Arcisate, sono andate a carte a quarant’otto per motivi, diciamo così, di incomprensioni politiche; a Castellanza, come si ricorderà, è invece mancata prematuramente (era il 25 aprile dello scorso anno) la sindaca Mirella Cerini, lasciando un irreparabile vuoto innanzitutto umano.

Detto ciò, supposto che gli equilibri politici in provincia non dovrebbero subire esiziali contraccolpi dagli esiti delle urne, se si esclude il residuale peso ponderale di Saronno per quanto riguarda la maggioranza a Villa Recalcati, rimangono da considerare gli aspetti locali di queste elezioni. Ma più che sui risultati finali, quando ci saranno, è interessante soffermarsi sulla composizione delle liste, dalle quali emerge come le segreterie dei partiti non siano state prese in seria considerazione. Anzi, in alcuni casi sono state proprio ignorate, a conferma dello sfilacciamento a cui vanno incontro gli stessi partiti, sempre meno decisivi in alcune realtà.

Né più né meno come è accaduto nei tre Comuni di nostro interesse, con i riposizionamenti di alcuni politici che si sono fatti un baffo delle indicazioni dei loro vertici provinciali. Significativo l’esempio di Castellanza, con il centrodestra già diviso di suo: Forza Italia e Fratelli d’Italia da una parte, la Lega da un’altra, ma soprattutto con le scelte di diversi personaggi che, a dispetto delle loro appartenenze, si sono schierati dove è parso a loro opportuno. Di fatto aggravando le divergenze all’interno dello schieramento.

Stessa cosa è accaduta a Saronno, versante di centrosinistra. Lì, l’ex sindaco dimissionato dal consiglio comunale, ha voltato le spalle al Pd, il suo partito, e si è presentato in contrapposizione alla candidata ufficiale dei dem. Per non dire di Arcisate: quattro candidati tutti di centrodestra, uno contro l’altro. Arcisate con il centrosinistra in ritirata. Meraviglioso.

Lo scenario che si presenta è dunque composito, eterogeneo, confuso. E racconta, seppure in modo parziale quanto rilevante, cosa stia accadendo alla politica tradizionalmente intesa. Certo, siamo in campo locale, le amministrative di solito fanno a sé, ma non era mai accaduto in passato, perlomeno in questi termini, che i centri di comando provinciali fossero mandati a quel paese. Non a caso, e non da oggi, prendono sempre più piede le liste civiche, quasi una sorta di panacea ai mali della politica politicante. Che sembra spaventarsi, tanto da celarsi agli elettori. Un esempio, anzi, due? A Castellanza non si rintraccia da nessuna parte il simbolo del Partito democratico, presente, ma sottotraccia, a sostegno di una candidata a primo cittadino (e quello della Lega c’è ma quasi non si vede). Stesso discorso per Arcisate: simboli scomparsi dappertutto, salvo l’appoggio esterno però non esplicito.

In conclusione, un bel pasticcio, destinato ad alimentare la disaffezione dei cittadini per il voto. Constatazione che merita di essere commentata da voci alte e autorevoli. Come quella del presidente Sergio Mattarella che alla commemorazione del 25 Aprile a Genova ha lanciato un appello alla partecipazione, indirizzato ai cittadini ma più facilmente ai partiti. Riferendosi a Sandro Pertini, il presidente ha detto: “è una figura che induce a ricordare che la partecipazione politica è questione che contraddistingue la nostra democrazia. È l’esercizio democratico che sostanzia la nostra libertà. Da questi principi fondativi viene un appello: non possiamo arrenderci all’assenteismo dei cittadini dalla cosa pubblica, all’astensionismo degli elettori, a una democrazia a bassa intensità. Anche per rispettare i sacrifici che il nostro popolo ha dovuto sopportare per tornare a essere cittadini, titolari di diritti di libertà”.

Se non abbiamo inteso male, un appello al coraggio e alla responsabilità pubblica. Altro che giocare a nascondersi.

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