L’Italia ambigua dei “piacifisti”

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Volodymyr Zelenski e Giorgia Meloni: da che parte sta l'italia?

di Massimo Lodi

Circola questo diffuso pensiero tra i politici brava gente: vogliamo la pace, ma siano gli altri a garantircela. Anche con la guerra? Come no. Purché la combattano loro. Noi lì quieti a vedere, scantonare, fruire. Zero spazio a uno statismo capace di guardare lontano, meglio un bottegaismo con l’occhio all’istante. A vantaggi populistici, a rendite demagogiche, a convenienze elettorali. Non si spiega purtroppo/altrimenti il differenziarsi di Salvini dal governo, l’allontanarsi di Conte dalla sinistra riformista, naturalmente lo spingersi nella trincea del no radicale dei vari Bonelli, Fratoianni e compagnia anti-belligerante. Ma lo stuporoso è che in tale congrega s’infili la segretaria del Pd, con irritazione e sconcerto di chi nel partito obietta alla scelta. Franceschini first, pur se abile a controllare le pulsioni a dir davvero cosa pensa di Schlein e del suo “salto quantico”.

Dovremmo essere un Paese razionale, pratico, unito, ad alta responsabilità. Non lo siamo, in buona parte della classe istituzionale, in buona parte della moltitudine civica. Si gioca sulla bruttura della parola riarmo usata con incauta solitudine lessicale dalla presidente della Commissione Ue, fingendo ch’essa non significhi ben più d’una maggiore spesa militare. Significa impegno a favore di sicurezza, diritti individuali, libertà di parola/tolleranza/religione eccetera. Significa scudo a una civiltà, che l’aggressione di Putin all’Ucraina e l’annunciato disimpegno di Trump dall’alleanza con l’Europa mettono a rischio.

Siamo o non siamo orgogliosi di questa civiltà? Lo siamo, e l’abbiamo insegnata al mondo. Esportandola a testa alta, e pur fra errori non pochi/non piccoli. Perciò quando da un pacifismo velleitario, di facciata e d’interesse –che potremmo definire piacifismo– si passa al realismo di come vivere per non morire, beh, quale torto va ascritto a Macron e Starmer che offrono al Vecchio Continente la protezione nucleare utile a un’efficace deterrenza? Quale colpa va imputata al prossimo cancelliere tedesco Merz, in prima fila a sostegno d’una concreta reunion di stati-nazioni, così da difendere il futuro democratico cui attentano i neo-imperatori del mondo? Quale credibilità va concessa ai sabotatori dello Stato sociale, ai paladini dei muri anti-immigrazione, ai cultori del ribaltamento dell’idea di separazione dei poteri?

In gioco non c’è solo il sì o il no al progetto d’una revisione della forza degli eserciti europei, e pare tragicamente ridicolo affermare che si preferiscono le armi agli asili. Si preferisce la malcelata tendenza verso una neutralità di cui non si capiscono bene i contorni, la prospettiva, la sostanza, il valore favorevole/supremo. Fa bene la premier Meloni a resistere a una simile tentazione, fa benissimo Forza Italia a spalleggiarla. Se l’intento dovesse venir meno, avremmo un argomento in più, deludente e tristissimo, a rinfrescare il marchio dell’Italietta di mediocri, trasformisti e inetti. L’Italietta che cominciò due conflitti mondiali con ics alleati e li finì con ypsilon alleati. Do you remember?

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