Lite tra Comune di Busto e Coop, il giudice si chiama fuori: “Sono amico del sindaco”

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BUSTO ARSIZIO – A meno di una settimana dalla prima udienza, fissata per mercoledì prossimo 15 gennaio, il giudice della sezione civile del tribunale di Busto Arsizio, Giuseppe Limongelli, designato a seguire la causa intentata dalla Coop contro Palazzo Gilardoni, si chiama fuori. Motivazione? Il rapporto di “decennale amicizia” con il sindaco Emanuele Antonelli e con il fratello Roberto, titolari di un noto studio di commercialisti al quale si rivolgerebbe per le personali incombenze fiscali lo stesso giudice. Per tutto ciò, Limongelli ha chiesto al presidente del tribunale di astenersi dal procedimento. Al suo posto è stato designato il dottor Nicola Cosentino.

Tutto nella norma, anzi, doverosa astensione visto quanto correttamente sostiene Limongelli nella sua richiesta di remissione. Il punto è che la citazione delle Coop data il mese di settembre del 2019. Soltanto questa settimana, cioè a ridosso della prima udienza, è stata ufficializzata l’incompatibilità di Limongelli.

Richiesta danni di oltre 5 milioni

La Coop, come noto, chiede al Comune 5 milioni e mezzo di risarcimento per i ritardi nell’apertura del supermercato di viale Duca D’Aosta, mettendo nero su bianco una serie di presunti episodi di ostruzionismo burocratico e istituzionale che, appunto, avrebbero rinviato nel tempo l’inaugurazione del nuovo esercizio commerciale. Creando di fatto un danno economico. Vero? Falso? Nelle note presentate al tribunale, Coop circostanzia fatti e persone, a cominciare dal sindaco Antonelli e dalla sua vice di allora, l’europarlamentare Isabella Tovaglieri. A loro si aggiungono alcuni dirigenti municipali. Va anche ricordato che il Comune ha chiamato in causa un terzo attore, probabilmente una assicurazione. Inoltre, vista l’entità dell’indennizzo ipotizzato il dibattimento prevederebbe un collegio giudicante e non un giudice monocratico.

Nel frattempo, Palazzo Gilardoni,attraverso i propri uffici legali, ha depositato una memoria difensiva tesa a smentire, argomentare, spiegare. Ragioni o torti saranno discussi in sede civile, benché sia scontato che la causa non si concluderà nel breve volgere di qualche settimana e, a prima vista, si presenta assai complessa per i termini e le circostanze da cui trae origine. E, manco a dirlo, per il merito delle questioni da chiarire.

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