LONATE POZZOLO – E’ stato condannato all’ergastolo dalla Corte d’assise di Novara Adil El Hariri detto Sbardila, il giovane marocchino accusato di aver torturato e picchiato a morte il connazionale Achraf Zai, nei boschi di Pombia, il 6 maggio del 2022 con il cadavere massacrato poi abbandonato a Lonate Pozzolo in una piazzola della superstrada 336. La sentenza pronunciata oggi, lunedì 27 gennaio. Gli uomini della squadra mobile della questura di Varese impiegarono giorni ad identificare la vittima che fu riconosciuta dai famigliari attraverso i tatuaggi.
Condannati in fuga all’estero
Un delitto, secondo i magistrati, maturato negli ambienti dello spaccio. Ma il condannato, attualmente, è latitante, fuggito all’estero. Secondo i giudici, “Sbardila” era a capo dello smercio di droga nel “bosco dello spaccio”. Condannato a 21 anni di reclusione anche Ayoub Edderdak detto Alui, anche lui latitante, e a 20 anni Anass Marzouk, “capo posto” e compagno di spaccio della vittima nel periodo del pestaggio. Lui, invece, è detenuto. Per loro disposti anche 3 anni di libertà vigilata una volta scontata la pena.
Lo spaccio nei boschi
I giudici hanno dunque accolto le richieste dell’accusa, basate anche sulle dichiarazioni di Marzouk. Zai era stato accusato dal gruppo di aver rubato una partita di droga del valore di 30mila euro per potersi poi mettere in proprio. Gli altri spacciatori lo avrebbero scoperto e torturato per ore soffocandolo per finirlo. Il cadavere venne caricato in un’auto, abbandonato in una piazzola a Lonate Pozzolo.
