Neonazisti a Lonate, il sindaco prende tempo: «Non parliamo a sproposito»

Photo credit: exif-recherche.org

LONATE POZZOLO – Mentre le opposizioni tornano all’attacco e chiedono chiarimenti sul raduno di neonazisti che il 15 novembre scorso si sono dati appuntamento alla tensostruttura gestita dalla Pro Loco di Lonate Pozzolo, il sindaco Elena Carraro prende tempo: «Nei prossimi giorni uscirà un comunicato stampa dell’amministrazione, dopo tutte le verifiche del caso, che si stanno facendo». E aggiunge: «Non siamo abituati, come qualcuno, a parlare a sproposito solo per avere notorietà».

«Il silenzio diventa complicità»

Uniti e Liberi, invece, in un post affidato ai social, attacca: «Il silenzio diventa complicità». E ancora: «Non è ammissibile che, a distanza di giorni, l’amministrazione non sia ancora intervenuta per affermare con forza che sul nostro territorio non è accettabile che si svolga un raduno nazifascista di un’associazione omofoba, razzista, violenta e che propone la sua ideologia di suprematismo bianco, inneggiando a Hitler durante i suoi incontri». Oltre a ribadire «la nostra totale indignazione», il gruppo guidato da Nadia Rosa aggiunge: «Il fatto non può lasciare indifferenti e, anzi, richiede che resti sotto l’attenzione di tutti, senza che cali il silenzio su una questione di simile importanza». La domanda è: «Com’è possibile che ancora la maggioranza non si sia espressa, a parte il vicesindaco che, interpellato dalla stampa, afferma di non sapere nulla?». E ancora: «Il sindaco di un paese non dovrebbe esitare un minuto, dopo aver appreso la notizia, per condannare la presenza sul suo territorio di simili personaggi e della loro ideologia, indipendentemente da come e dove si sono trovati». Non solo: «C’è una bella differenza tra legittime idee conservatrici di destra e ideologia nazista. Il gruppo che si è riunito a Lonate è dichiarato fuorilegge in Germania, tanto è vero che lì non possono riunirsi». Da qui, l’affondo: «Sono un gruppo filonazista e pertanto sono indesiderati sul territorio lonatese. Questo doveva dichiarare subito la sindaca, senza negarsi ai giornalisti e senza attendere di confrontarsi con la sua giunta. In una situazione simile di cui si sta parlando ormai a livello nazionale, non è accettabile adottare la solita tattica del silenzio in attesa che la tempesta passi. Non sarebbe la prima volta, ma oggi è ancora più intollerabile per i tanti cittadini indignati che ancora una volta non sono rappresentati dalla sindaca che tace».

«Il consiglio della Pro Loco si dimetta»

Infine, il commento sulla Pro Loco. Dice Uniti e Liberi: «Il presidente (Alberto Bertoni, ndr) afferma di non aver saputo chi fosse l’affittuario della sala, ma questo non basta come giustificazione. Così come non è sufficiente annunciare un comunicato dell’associaizone che uscirà nei prossimi giorni: la questione è talmente grave che non ammette rinvii». Due consiglieri della Pro Loco si sono già dimessi, ovvero Melissa Derisi e David Minato. «A nostro parere tutto il consiglio – presidente compreso – dovrebbe presentare subito le proprie dimissioni». Conclude: «Nessuno accusa la Pro Loco di condividere le idee di chi si è riunito nella tensostruttura, ma la superficialità dimostrata nelle decisioni e nella gestione della situazione, oltre al danno creato alla comunità lonatese e alla stessa associazione come istituzione non consentono altra conclusione che le dimissioni».

Shock a Lonate per il raduno neonazista. Il vicesindaco: «Non sapevamo nulla»

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