LONATE POZZOLO – Possibile che nessuno sapesse nulla? Lonate Pozzolo si sveglia così. La notizia del raduno di neonazisti avvenuto alla tensostruttura della Pro Loco il 15 novembre scorso suscita molte domande. Il telefono del sindaco Elena Carraro questa mattina ha squillato a vuoto, il vicesindaco Andrea Colombo però ha risposto: «Non sapevamo niente, lo abbiamo appreso dai social». Le opposizioni, invece, reagiscono subito. Da Tiziano Bonini dei Cittadini per i cittadini («Si dimetta tutta la giunta») a Uniti e Liberi. Con Melissa Derisi che da (ormai ex) membro della Pro Loco prende le distanze e rassegna le dimissioni dal direttivo.
Le dimissioni dalla Pro Loco
Il centrodestra rimanda ogni intervento e presa di posizione istituzionale: prima ci sarà un summit di maggioranza. In scivolata, invece, le opposizioni. A partire proprio da Derisi: «Un fatto di estrema e inaccettabile gravità», si legge nella sua lettera di dimissioni. «Ritengo questo episodio totalmente incompatibile con qualsiasi forma di impegno civico, culturale e associativo. La concessione di uno spazio pubblico o associativo a gruppi che si richiamano apertamente a ideologie neonaziste rappresenta un fatto gravissimo, che offende la memoria storica, i valori democratici e il senso stesso di comunità». Poi aggiunge: «Ancora più preoccupante è il fatto che il consiglio direttivo non fosse stato informato dell’evento, a dimostrazione di una gestione che ha escluso il confronto e la responsabilità collettiva su una decisione dalle evidenti implicazioni etiche, civili e reputazionali». Proprio Derisi, infatti, ha precisato che «la decisione è stata presa dal presidente Alberto Bertoni», dal quale si attendono ora spiegazioni in merito. Nel frattempo, anche altri membri hanno cominciato a lasciare il direttivo della Pro Loco, come David Minato.
«La goccia che ha fatto traboccare il vaso»
Anche Tiziano Bonini attacca. La premessa, dice, è che «tutti possono manifestare, ma nel rispetto delle regole e della legge». Ma in questo caso affonda: «Siamo scandalizzati: il sindaco fece arrivare le forze dell’ordine al parco San Rafael per una cover band di Vasco Rossi. Ma a un concerto del genere, invece, non manda nessuno: c’è qualcosa che non funziona». E ancora: «Questa amministrazione non è in grado di gestire nulla, sono per la richiesta di dimissioni totali della giunta per incapacità». Perché questa «è la goccia che ha fatto traboccare il vaso». Bonini ricorda infatti che «non è la prima volta che capita di parlare di temi del genere con l’amministrazione attuale», facendo riferimento al periodo di campagna elettorale – nel 2023 – quando scoppiò il caso del tatuaggio nazista della candidata in lista col centrodestra. Poi aggiunge: «Ora, la colpa della Pro Loco c’è: la riteniamo un’associazione senza credibilità». Mentre, le dimissioni di Derisi dal direttivo vengono considerate «una vera e propria azione politica, fine a se stessa».
Anpi denuncia
In una lettera inviata al sindaco e firmata dal presidente dell’Anpi di Ferno e Lonate, Federico Schioppa, viene espressa «indignazione e preoccupazione». Inoltre, si chiede all’amministrazione comunale di «chiarire quanto accaduto, prendendo posizione nei confronti di chi ha permesso che avvenisse e di farsi promotrice di convocare tutte le organizzazioni culturali e sportive affinché si adotti un protocollo comune di comportamento teso a evitare in futuro altre simili e disdicevoli situazioni». Aggiunge Schioppa: «Non è possibile che a distanza di ottant’anni dalla liberazione dell’Italia dal nazismo e fascismo, si permetta a questi oscuri personaggi di potersi organizzare in manifestazioni esaltando il suprematismo bianco, il razzismo e l’omofobia. Questo evento è insultante nei confronti di tutti i cittadini democratici. Ricordando che anche Lonate ha partecipato con il sangue di alcuni suoi cittadini alla liberazione dal Paese dal nazifascismo, con il contributo eroico di figli partigiani come Domenico Lanceni, i cugini Giassi e altri assassinati dai nazisti. Queste organizzazioni neonaziste non hanno cittadinanza alcuna e devono essere bandite dalle nostre città. Come antifascisti siamo quindi indignati e preoccupati che si dia spazio a questi raduni neonazisti in strutture pubbliche».
Raduno neonazista alla Pro Loco di Lonate. Da tutta Europa al grido Sieg Heil
