LONATE POZZOLO – «Non ci credo, non ci posso credere». Gli occhi sono lucidi, lo sguardo fissa il vuoto. Tutto avrebbero pensato fuorché ritrovarsi un caldo martedì di agosto a piangere l’assurda morte di Simone Simeoli in via Ossola, dove le macchie di sangue ancora visibili sull’asfalto testimoniano la tragedia che si è consumata ieri, 6 agosto. Sul luogo del terribile schianto è un continuo via vai: si ritrovano gli amici del 24enne, i colleghi, semplici lonatesi che vogliono testimoniare con la loro presenza la vicinanza a una famiglia piombata in un incubo da cui, purtroppo, è impossibile svegliarsi.
I fiori per Simone
Nel punto in cui è avvenuto l’impatto tra la bici elettrica su cui viaggiava Simone e una Fiat 500 guidata da un coetaneo c’è chi porta un fiore, chi lascia un accendino o un mozzicone come testimonianza dell’ultima sigaretta fumata insieme, simbolo di un rapporto di complicità che non si vuole interrompere. Tra le rose anche tanti bigliettini. «Caro amico mio, rimarrai sempre nei nostri cuori. Splendi anche da lassù». E ancora: «Nessuno muore, vive nel cuore di chi resta. Ti vogliamo bene». Più in basso: «Non smettere mai di sorridere». La voglia di parlare è poca, gli amici dicono che sono cresciuti insieme e che ora il loro pensiero è rivolto al fratello di Simone che vive lontano e che in queste ore è stato raggiunto da una telefonata che nessuno dovrebbe mai ricevere.

Le reazioni di FdI
Nel frattempo l’ennesimo schianto con esito mortale di Lonate Pozzolo riaccende il dibattito sulla sicurezza stradale in città. Il primo a parlare con un comunicato ufficiale è il commissario cittadino di Fratelli d’Italia Francesco Carbone. Che dice: «Troppi fiori e troppo sangue sulle nostre strade: urgente la prevenzione e l’educazione stradale». Risulta difficile, sottolinea, ricondurre tutto ad sola causa, perché ogni incidente ha la propria dinamica e a volte, più di un fattore coincide nella disgrazia. Ma spiega: «Oggi, le biciclette con pedalata assistita e i monopattini elettrici possono raggiungere velocità elevate, e la loro silenziosità li rende ancora più pericolosi se usati senza prudenza. È necessario aggiornare ed implementare significativamente i corsi di formazione e prevenzione già esistenti, offerti da scuole e scuole guida. La strada è diventata un luogo più pericoloso che mai, Il nostro appello è rivolto ai cittadini e alle istituzioni: affinché organizzano sempre più ritrovi ed occasioni di formazione sulla sicurezza stradale. Questa è una chiamata alla responsabilità condivisa».
E’ Simone Simeoli la vittima dell’incidente a Lonate. Stava tornando a casa
