Rapinatore ucciso a Lonate, preso il terzo complice. Era ai domiciliari per furto

LONATE POZZOLO – E’ stato arrestato ieri, mercoledì 11 marzo, il terzo presunto complice nella tentata rapina consumatasi a Lonate Pozzolo lo scorso 14 gennaio ai danni di Jonathan Rivolta costata la vita a Adamo Massa, plupregiudicato domiciliato nel campo Rom di via Unione Sovietica di Torino.

Era ai domiciliari per un altro furto

In manette è finito un 46enne, anche lui di origine Sinti, così come Massa, anche lui con numerosi precedenti specifici alle spalle. L’uomo è stato arrestato dai Carabinieri del comando provinciale di Varese in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del tribunale di Busto Arsizio Gianmarco Cantalini su richiesta del pubblico ministero Nadia Calcaterra che ha coordinato l’intera indagine. Il 46enne era agli arresti domiciliari nel campo rom dove risulta essere domiciliato dopo l’arresto in flagranza per un altro furto in abitazione.

A febbraio l’arresto del figlio

Lo scorso quattro febbraio era stato fermato Rayan Massa, 18 anni, incensurato, figlio di Adamo Massa, anche lui presente al momento della tentata rapina nell’abitazione di Rivolta a Sant’Antonino. Con questo terzo arresto gli inquirenti avrebbero chiuso il cerchio. Secondo gli investigatori il 46enne era il palo della banda, l’autista rimasto sulla Bmw con targhe clonate utilizzata anche per la fuga culminata con l’abbandono da parte dei complici di Adamo Massa ormai in condizioni gravissime davanti all ospedale di Magenta dove è poi deceduto.

Regge sempre la legittima difesa

Secondo quanto ricostruito  Adamo Massa, vistosi scoperto dal padrone dell’abitazione presa di mira per un furto e creduta vuota dai malviventi, avrebbe aggredito Rivolta che, con in un mano un coltello per difendersi ha colpito con due fendenti Massa padre durante una colluttazione. Poi la fuga con il ferito in auto. Rivolta non è mai stato – e non lo è tuttora – indagato. Nel fascicolo aperto per tentata rapina il 33enne lonatese ricercatore universitario compare come parte offesa. L’ipotesi della legittima difesa avrebbe infatti retto ai primi riscontri, all’autopsia e alla perizia cinematica disposta dall’autorità giudiziaria.

Lonate, rapinatore ucciso: il figlio di Massa va ai domiciliari nel Torinese

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