LONATE POZZOLO – Arresti domiciliari nella sua casa di Nichelino. E’ la misura di custodia cautelare disposta oggi, mercoledì 4 febbraio, dal Gip del Tribunale di Busto Arsizio Anna Giorgetti a carico di Rayan Massa, incensurato, il 18enne figlio di Adamo Massa, sottoposto a fermo nella giornata di ieri dopo essersi costituito. Il giovane è ritenuto dagli inquirenti uno dei due complici nella tentata rapina ai danni di Jonathan Rivolta, ricercatore universitario di 33 anni, aggredito nella sua abitazione di via Montello a Sant’Antonino lo scorso 14 gennaio. Il pubblico ministero Nadia Calcaterra, che ha coordinato le indagini, aveva chiesto la custodia in carcere per il 18enne.
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Secondo quanto ricostruito sinora Adamo Massa, vistosi scoperto dal padrone dell’abitazione presa di mira per un furto e creduta vuota dai malviventi, avrebbe aggredito Rivolta che, con in un mano un coltello per difendersi ha colpito con due fendenti Massa padre durante una colluttazione. L’uomo morirà poi all’ospedale di Magenta dove i complici lo hanno abbandonato durante la fuga.
Mai entrato in casa
Il 18enne, assistito dall’avvocato William Voarino, oggi davanti al Gip per la convalida si è richiamato a quanto già dichiarato nella memoria scritta depositata in precedenza spiegando di essere rimasto all’esterno dell’abitazione di Rivolta e di aver sentito il padre, entrato da solo, gridare prima che la situazione precipitasse e che iniziasse la fuga con il ferito grave a bordo dell’Audi con targa clonata guidata da un terzo complice. L’uomo sul quale si sta concentrando l’attenzione degli inquirenti che sarebbero molto vicini alla sua cattura.
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