BUSTO ARSIZIO – La città che cambia vista dagli occhi di chi sta all’opposizione. Sul bus di Malpensa24 salgono anche i rappresentanti delle forze che non sono al governo, dentro e fuori il consiglio comunale, e non fanno sconti all’amministrazione Antonelli, appena entrata nel decimo anno di mandato a palazzo Gilardoni. Anche la sfida dei cantieri del PNRR mostra «luci e ombre» per il segretario del Pd Paolo Pedotti, ma anche «operazioni discutibili» per Luigi Genoni del Movimento Cinque Stelle. Il campo largo però, in vista delle amministrative 2027, non si vede all’orizzonte. Almeno per ora.
I cantieri Pnrr
È un cambiamento fatto di «luci e ombre», quello messo in campo dal centrodestra, per Paolo Pedotti, segretario del Pd, che cita «i cantieri che fanno fatica, come Borri e Conventino», ma anche i «segnali poco incoraggianti dalle ex municipalizzate che vendono cedute» e temi come piscina e sicurezza in centro, su cui c’è «molta scontentezza» tra i cittadini. Santo Cascio (Progetto in comune) vorrebbe «una città più a misura d’uomo, con spazi per le persone e non per le auto», i cui «accenni erano arrivati da un assessore prima osannato e poi sostituito». Il riferimento è all’ex delegato alla mobilità sostenibile Salvatore Loschiavo. Il capogruppo PD Maurizio Maggioni non ha timore ad ammettere che «Busto è cambiata in meglio grazie ai fondi Pnrr», ma anche che servono risposte più incisive «sui temi della salute, e della mobilità per il nuovo ospedale, della casa e dell’ambiente», con il rilancio della proposta di un osservatorio sulla qualità dell’aria. Antonio De Gregorio (Italia Viva) pone tra le criticità «gli asfalti e la piscina», mentre il pentastellato Genoni definisce «operazioni discutibili» quelle portate avanti con i fondi Pnrr, citando «il teleriscaldamento che renderà eterno l’inceneritore di Neutalia».
Obiettivo 2027
Ma il campo largo, ad oggi, non c’è. La coalizione tra Pd e Movimento Cinque Stelle, che si era formata nel 2021 (dopo il braccio di ferro sulla candidatura a sindaco di Amanda Ferrario, poi ritirata), oggi di fatto non c’è più. E tra il centrosinistra e il centro dell’ex Terzo Polo non si vedono, perlomeno non per il momento, segnali di intesa. Ma la «discontinuità» è l’obiettivo che si pone il segretario del Pd Paolo Pedotti: «Siamo disponibili ad impegnarci per dare a Busto un’alternativa di amministrazione che affronti veramente i problemi». Il suo capogruppo Maurizio Maggioni non si tira indietro: «Ci tentiamo, non siamo nati per fare l’opposizione. Metteremo in campo le nostre proposte». E il “civico di centrosinistra” Santo Cascio auspica che «la società civile entri a pieno titolo» nella competizione «senza paura di mettersi in uno schieramento di appartenenza».
Tra incompiute risolte e cantieri avviati: il viaggio nella Busto Arsizio di Antonelli
