Loschiavo: «Un milioncino di avanzo per l’illuminazione. Dietro di me? Nessuno»

BUSTO ARSIZIO – «Lampioni che sembrano lumini. Un altro milioncino sugli 11 dell’avanzo e mettiamo mano all’illuminazione». È una delle proposte che il fondatore di Busto Rinasce Salvatore Loschiavo ha lanciato nell’incontro pubblico dedicato al centro città, che si è tenuto ieri in galleria Boragno. «Chi c’è dietro Loschiavo? Nessuno. Accanto ci sono tante persone, soprattutto tanti giovani, che non vengono dalla politica di sempre ma hanno deciso di mettersi in gioco per la nostra città, con i nostri limiti ma con tanta voglia, passione e amore per la nostra città» così l’ex assessore risponde ad una domanda che ha sentito «anche sui giornali».

L’incontro

Una cinquantina di persone si sono radunate ieri nel tardo pomeriggio nella galleria Boragno di via Milano, per il quarto “AMA” (Ask Me Anything) organizzato dal movimento Busto Rinasce fondato dall’ex assessore Salvatore Loschiavo. “Centro vivo o centro vetrina?“: questo lo spunto di riflessione che ha animato il dibattito, con gli ormai immancabili post-it appiccicati sulla mappa di Busto Arsizio. In sala, anche stavolta, rappresentanti di Azione e di Busto al Centro, ma per la prima volta anche l’ex consigliere del Movimento 5 Stelle Luigi Genoni, oltre all’ex assessore Maurizio Artusa.

I temi

Le aiuole di via Cavallotti, il deserto di piazza Vittorio Emanuele, l’illuminazione pubblica carente, il commercio in sofferenza: questi i temi principali su cui i cittadini presenti hanno sollecitato le risposte di Loschiavo. Questioni che si sono inevitabilmente intrecciate con la recente polemica sull’avanzo di bilancio 2025 da 11 milioni di euro. «Le risorse ci sono ma bisogna intervenire» sostiene l’ex assessore rispetto alla tipica obiezione “non ci sono soldi”. In particolare sulle luci: «L’errore è stato fatto a monte, ma non possiamo lasciare il centro di Busto al buio – attacca Loschiavo definendo “lumini” i lampioni di A2A – un milioncino e mettiamo mano all’illuminazione. Non è solo estetica ma sicurezza».

La bocciatura

«Non basta un prato in piazza San Giovanni» la frecciatina dell’ex assessore, che spende parole chiare anche su piazza Vittorio Emanuele: «Dovrebbe essere il fiore all’occhiello e invece appare come un contenitore di criticità. Dove non ci sono le persone, il degrado prende il sopravvento». E sul verde di via Cavallotti: «Non so perché si è scelto di fare morire quelle aiuole, era un angolo di speranza in un centro che aspettava da anni». Loschiavo prende di mira l’amministrazione: «Ho l’impressione che negli ultimi anni la regia non ci sia». E poi, in chiusura, chiarisce la natura di Busto Rinasce: «Leggo che si chiedono “chi c’è dietro Loschiavo?”. Nessuno. Tanti sono accanto e – rivolto ai presenti – potreste esserci tutti voi».

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