BIANDRONNO – Il giorno dopo il nuovo incontro al Ministero in cui Beko non si è schiodata dalla sua posizione confermando il piano industriale presentato a novembre a Cassinetta oggi – mercoledì 11 dicembre – è il giorno della delusione tra i lavoratori che speravano in un passo indietro. Ma è tanta anche la voglia di continuare a difendere il proprio posto di lavoro, in un percorso che vede uniti operai, sindacati e istituzioni (qui sotto le interviste). «Dall’incontro a Roma Beko ha dovuto tornarsene a casa con le pive nel sacco – ha detto Barbara Tibaldi della segreteria nazionale Fiom – tutti i lavoratori e le istituzioni unite hanno respinto il loro piano: deve essere riscritto senza licenziamenti e senza chiusure».
La lotta sarà lunga
E sulle possibili sanzioni annunciate dal ministro Urso Tibaldi ha aggiunto: «Vedremo se il ministro saprà fare subito, oggi, non con delle sanzioni tra un anno. Tra un anno rischia che qua ci sia già il disastro». Sul palco a fianco dei delegati sindacali – primo a parlare Tiziano Franceschetti della Fim – spicca un frigorifero marchiato Ignis, mentre alle spalle di chi parla spunta uno striscione in turco: “Cassinetta’yi birak”: “Cassinetta non si tocca”. In un altro invece Beko diventa un acronimo: Business Europe Killer Organization. Tra la nebbia mattutina e le prime luci del sole che raggiungono il piazzale davanti a Beko (con gli ingressi completamente chiusi) le bandiere e le voci dei lavoratori, tra cui quella di Daniele Barbi, attivo nel settore microonde. «La delusione è grandissima: Cassinetta rischia di essere smantellata tutta. Dobbiamo stare tutti uniti e lottare insieme. Sarà molto lunga con tanti scioperi e lotte». Arriva dall’ex sito di Napoli invece Antonio Mele. «Ho già vissuto questa storia con Whirlpool che ci disse che se volevamo un futuro dovevamo venire a Varese. Adesso arrivano questi e ci dicono che neanche Varese è produttiva. Il problema è che nessuno vuole più produrre in Italia».

Lo striscione a Palazzo Estense
Tra i presenti alla manifestazione anche il sindaco di Varese Davide Galimberti e la sua vice Ivana Perusin. «Non si tocchi neanche un lavoratore – ha detto Galimberti – siamo a fianco dei lavoratori e delle lavoratrici perché è essenziale essere uniti, istituzioni e mondo dell’impresa, affinché si comprenda che il sito produttivo di Cassinetta è una realtà strategica per il territorio e per tutte le aziende dell’indotto. Per questo serve un nuovo piano industriale che porti investimenti e che possa garantire continuità a una realtà fondamentale». Al termine del presidio i rappresentanti delle sigle sindacali hanno consegnato al sindaco lo striscione esposto sul cancello dello stabilimento con la scritta “Tutti uniti per Cassinetta”, che è poi stato esposto a Palazzo Estense in segno di sostegno.

Metalmeccanici in sciopero
Ma quella di oggi non è solo la giornata di Beko: la manifestazione di stamattina a Cassinetta si è svolta infatti nel giorno di sciopero provinciale dell’intera categoria dei metalmeccanici, che mancava da qualche anno. Presenti al sito di Biandronno anche i lavoratori di altre realtà come Mv Agusta, Leonardo e BTicino. I sindacati chiedono un nuovo contratto: a riassumere le richieste Fabio Dell’Angelo, segretario territoriale della Uilm. «Chiediamo più salario per i lavoratori che faticano ad arrivare a fine del mese e una riduzione dell’orario che vada incontro a quelle che sono le crisi aziendali: le emergenze non si possono affrontare solo con la cassa integrazione. Quindi i temi di salute e sicurezza e politica generale: abbiamo costruito una piattaforma in grado di affrontare quelle che sono delle sfide epocali e vogliamo portare avanti le istanze di tutti i metalmeccanici». Quindi il segretario della Fim Cisl dei Laghi Gennaro Aloisio: «Dobbiamo mostrare a tutti il nostro fare sindacato e la nostra unità per conquistare il nostro CCNL. Questo sciopero è un segnale forte e chiaro: non ci arrenderemo! Continueremo a lottare fino a quando non avremo ottenuto ciò che ci spetta».

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