Luino, De Tomasi (Anpi) a uno studente: «Ti prenderei a sberle». FdI: «Vergogna»

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Il momento a fine convegno in cui la presidente Anpi ha pronunciato la frase verso lo studente

LUINO – «Ti prenderei a sberle», è questa la frase finita sul banco degli imputati detta dalla presidente dell’Anpi Provinciale a uno studente di Gioventù nazionale durante un incontro tenutosi a Palazzo Verbania a Luino (qui sotto il video in cui viene pronunciata la frase). Parole che hanno subito suscitato un polverone e le reazioni del deputato luinese di Fratelli d’Italia Andrea Pellicini e dell’assessore regionale di FdI Francesca Caruso.

A freddo la presidente dell’Anpi Ester De Tomasi non ritratta e non chiede scusa. Spiega: «Non era previsto alcun dibattito e tutto è successo a fine convegno. Lo studente ha voluto parlare a tutti i costi con un’azione arrogante e da squadrista».

La reazione di Pellicini

L’onorevole Pellicini ha diffuso una prima nota nella tarda serata di ieri, lunedì 7 aprile.

Quanto accaduto a Palazzo Verbania, allorquando, nel corso di un convegno sulla Resistenza, la presidente di Anpi Varese ha apostrofato un giovane studente di Gioventù Nazionale dicendogli “ ti prenderei a sberle”, non può che comportare una dura presa di posizione da parte di tutti coloro che si occupano, a tutti i livelli, dell’educazione dei nostri ragazzi.

Il fatto è di gravità assoluta e mi auguro che la presidente di Anpi ne tragga le conclusioni, dimettendosi da un incarico che ha dimostrato di non essere in grado di condurre.

Tra l’altro lo studente aveva avuto il solo ardire di affermare che vi sono state più resistenze, tra le quali quella comunista che mirava a sostituire una dittatura con un’altra dittatura.

Presenterò domani stesso una interrogazione parlamentare al Ministro dell’istruzione su questo fatto increscioso. Quando da Sindaco di Luino ho, con la mia giunta, curato la ristrutturazione di Palazzo Verbania, ho perseguito un progetto volto alla divulgazione della cultura in favore delle giovani generazioni, non certo per manifestazioni di rabbia e di odio come quelle messe in atto oggi.

L’interrogazione al ministro Valditara è stata presentata poi effettivamente nella giornata di oggi, martedì 8: lo ha annunciato lo stesso Pellicini. Nel testo chiede al ministro «quali iniziative vorrà assumere affinché non sia più impedito agli studenti delle nostre scuole di esprimere, nel rispetto delle idee altrui, il loro pensiero critico e affinché l’ANPI eviti, per il futuro, di mandare nelle scuole persone intolleranti e portatrici di inaccettabile violenza verbale».

La reazione di Francesca Caruso

Quello che è successo a Luino è scandaloso. Durante un incontro in un istituto superiore organizzato per commemorare gli 80 anni della Liberazione, la presidente dell’Anpi di Varese ha rivolto a uno studente una frase inaccettabile, “Ti prenderei a schiaffi” solo perché ha espresso un’opinione diversa dalla sua, solo perché ha osato pensare con la sua testa.

È gravissimo, è vergognoso, è una minaccia, non un confronto. E a dirlo è proprio chi si fa paladina di libertà e democrazia. Ma qual è il dialogo? Qui siamo davanti a un atto intimidatorio nei confronti di un ragazzo, in una scuola, in un luogo dove si dovrebbe insegnare il rispetto, il confronto, la crescita, non certo l’intolleranza ideologica e la prepotenza. È stato lo studente stesso a dover difendere il Governo, legittimamente eletto dagli italiani e le nostre forze dell’ordine. Sì, proprio quegli uomini e quelle donne in divisa con ogni giorno garantiscono la sicurezza di tutti noi, spesso mettendo a rischio la propria vita. E da chi viene attaccato? Da chi dovrebbe dare il buon esempio. E il centrosinistra? Zitto. Silenzio assordante, sempre pronti a fare la morale, sempre con il ditino alzato a dare lezioni di pluralismo. Io non ci sto, da assessore, da madre, da cittadina. Chi crede davvero nella libertà deve indignarsi, sempre a prescindere dal colore politico. Basta ipocrisia.

La versione di De Tomasi

«Quello che è successo ieri è stato travisato in modo completo – dice Ester De Tomasi – anzitutto è successo alla fine del convegno. Questo ragazzo è arrivato dicendo che aveva il diritto di parlare, si è presentato come consigliere comunale di Fratelli d’Italia e appartenente a Gioventù Nazionale. Ha iniziato la sua prosopopea dai contenuti di ideologia a cui appartiene creando scompiglio, ripeto alla fine del convegno, lui non doveva parlare. È salito sulla pedana degli oratori dicendo “Ho il diritto di parlare”. Noi di sinistra facciamo parlare tutti e l’abbiamo fatto parlare. È stata una cosa concertata, una cosa da squadrista, è salito con l’arroganza, un comportamento vergognoso, arrogando il diritto di parlare quando il convegno era finito, non c’è stato neanche il dibattito, sono state due ore bellissime tra musica e il professor Orecchia che ha fatto una lezione magistrale e questi vergognosi mettono in giro solo l’intervento finito il convegno. Per me era un consigliere comunale qualunque, un appartenente a Gioventù nazionale qualunque finito il convegno. Questo è quello che mi sento di dire. Se mi vogliono attaccare sono felice che nell’80esimo della Liberazione quella gente lì mi attacchi, sono felice, vuol dire che le mie idee danno fastidio».

Frase infelice? «No no, – conclude De Tomasi – davanti a una persona che rappresenta ideologicamente quelli che hanno voluto le camere a gas e i forni crematori un cittadino qualunque – ripeto – finito il convegno può dire e fare quello che vuole, non offendendo chiaramente il diritto altrui».

L’intervento di Dell’Erba

Sul tema è intervenuta poi anche la consigliera regionale di Fratelli d’Italia Romana Dell’Erba. «Conosco personalmente Samuel Balatri, 19 anni, allievo dell’ultimo anno dell’Istituto Carlo Volontè di Luino, vicepresidente provinciale di Gioventù Nazionale e consigliere comunale a Rancio Valcuvia,  per le sue doti umane e di grande equilibrio e rispettoso dell’altrui pensiero. Unica sua ‘colpa’ aver espresso il proprio pensiero, con tono rispettoso e partecipe ad una riflessione equilibrata sulla Resistenza – riconoscendone i meriti ma anche le zone d’ombra. In cambio ha ricevuto una risposta sconcertante: “Adesso io vorrei prenderti a sberle”. Sono esterefatta e molto preoccupata». E poi ancora: «Un’affermazione intimidatoria. Parlare di democrazia e liberazione non vuol dire istigare alla violenza. La presidente Anpi chieda scusa e si prendano provvedimenti».

La solidarietà a De Tomasi

Nel tardo pomeriggio un’altra nota, firmata “La piazza del 29 marzo”, con riferimento al presidio antifascista di due sabati fa in piazza Monte Grappa a Varese. Parole di solidarietà nei confronti della presidente De Tomasi.

La piazza democratica e antifascista del 29 di marzo esprime la propria solidarietà alla Presidente dell’ANPI provinciale di Varese.
L’episodio citato dai mezzi di informazione, avvenuto tra l’atro ai margini del Convegno di Luino, lungi dall’aggiungere elementi di dibattito che la Storia ha già acclarato con la sconfitta della dittatura fascista e la consegna al Popolo italiano delle libertà (compresa quella di espressione di cui, evidentemente, tutte e tutti possiamo giovare), appare una sciocca provocazione che non cancella quegli episodi sempre più frequenti, che nel nome di ordine e disciplina riproducono e richiamano violenza e intolleranza.

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