di Claudio Ghisalberti
Sono ben diciassette le nuove commissioni varate dal consiglio federale della Federciclismo il 21 marzo e rese pubbliche oggi. Commissioni che resteranno in carica per il quadriennio olimpico. Un elenco che a leggerlo e rileggerlo non sembra neanche vero: giovanile, amatoriale, strada, pista, fuoristrada, paralimpici, giudici di gara, direttori di corsa, vigilanza società professionistiche, organismo di vigilanza, impianti, benemerenze, elettorale, statuto e regolamento, formazione, revisione regolamento, formulazione nuove proposte. A comporre queste commissioni oltre 130 membri. Elenchi che sembrano quelli delle vecchie guide telefoniche. Poi leggi i nomi e t’immagini di trovare qualche grande, magari importanti ex che possano mettere a disposizione il loro sapere, la loro esperienza, le loro conoscenze. Gente con un grande peso specifico, che mangia il ciclismo come fosse pane. Del resto con un movimento tricolore ai minimi termini storici, o per essere più chiari moribondo, sembrerebbe questa la scelta più ovvia. Persino scontata.
Invece? Invece il ciclismo italiano non smette di stupire, ovviamente in senso negativo. L’unico volto davvero riconoscibile è quello di Giuseppe Saronni. Penserete che sia almeno presidente della Commissione strada. Eh no, è solo membro del “Gruppo di lavoro per la formulazione di nuove proposte legislative e regolamentari per la sicurezza in corsa e sulle strade”. Verrebbe da dire che le corse sono una cosa, la circolazione stradale un’altra. Tante parole per una struttura che servirà, c’è da scommettere, a poco e niente.
Poi nel folto gruppo ci sono Massimiliano Lelli nella Commissione amatoriale con delega ai rapporti tra atleti ed enti di promozione turistica; Fabrizio Bontempi presidente della Commissione strada dove c’è anche Christian Murro; Alex Buttazzoni nella Commissione pista presieduta dal “multiruolo” Fabio Perego. Può essere che tra i poco conosciuti ci sia qualche super specialista del settore, o almeno c’è da augurarselo. Magari che abbia anche qualche colpo geniale. L’impressione, però, è quella che dopo le elezioni di gennaio queste cariche del Consiglio siano “satisfattive” (?). Dai corridoi federali si sussurra che Marcello Gavino Tolu, segretario generale Fci, abbia un peso sempre maggiore.
