LUINO – Sono quattro i patteggiamenti, per altrettanti imputati, ratificati oggi, giovedì 4 dicembre, per la morte di Dimitrov Klyo Dangov, operaio 60enne di origine bulgara, deceduto nell’ottobre del 2022 a sette mesi di distanza dall’infortunio sul lavoro che, per l’accusa, ne causò il decesso. L’incidente avvenne nel marzo del 2022 in un cantiere privato di via Cavallotti a Luino.
I patteggiamenti e nessun risarcimento
Per quella morte sul lavoro furono indagati i due muratori che erano con il 60enne in cantiere, il titolare dell’impresa edile, anche lui presente, e il responsabile dei lavori quel giorno a Milano. I due colleghi hanno patteggiato a 5 mesi, l’impresario a un anno e 9 mesi, il responsabile dei lavori a un anno e due mesi. L’impresario oltre che di omicidio colposo, risponde anche dell’accusa di frode processuale imputazione contestata anche ai due muratori. I famigliari della vittima non sono stati risarciti, potranno, eventualmente, rivalersi in sede civile.
Portato a casa e rivestito
La vicenda appare di una gravità estrema e le pene patteggiate piuttosto esigue davanti a un fatto tanto sconcertante. Secondo quanto ricostruito dall’accusa il 60enne nel marzo 2022 cadde da un trabattello durante il lavoro in cantiere procurandosi lesioni gravi. Un fatto già di per sè tragico non fosse che, secondo l’ipotesi accusatoria, i tre presenti, impresario e due operai, abbiano deciso di non chiamare i soccorsi. Ma al contrario di caricare in auto un ferito evidentemente in serie condizioni, portarlo a casa sua – a Varese a 30 chilometri dal cantiere teatro dell’infortunio – toglierli gli abiti da lavoro – messi in auto perché sporchi di sangue – rivestirlo con maglietta e pantaloni da casa puliti e metterlo a letto.
Cercarono di nascondere l’incidente
Solo a quel punto è partita la chiamata al 112. Ad attendere i soccorsi è rimasto solo l’impresario nel tentativo di nascondere l’incidente sul lavoro facendolo passare per un infortunio domestico, precisamente una caduta dal letto. Le ferite riscontrate sul 60enne non erano però compatibili con quest’ultima versione, l’uomo è poi deceduto nell’ottobre del 2022 ed è stata quindi disposta l’autopsia. Ques’ultimo esame ha confermato i sospetti degli inquirenti che hanno chiuso il cerchio intorno ai quattro indagati. Che hanno patteggiato con pena sospesa.
