LONATE POZZOLO – «Lo stato di salute della sicurezza delle nostre città è precario. Ma le “ronde” non sono la soluzione». L’analisi di Paolo Macchi, presidente dell’associazione Lampi Blu e segretario generale del Siulp di Varese, davanti agli schermi di Malpensa24 Web Tv, a proposito del crescente dibattito sulla sicurezza partecipata dai volontari. «La sicurezza non può essere affidata al volontariato – sostiene – e quando si è tentato di farlo, non ha funzionato».
L’intervista
Macchi riferisce della «sensazione di paura» generata dal moltiplicarsi di episodi preoccupanti, anche con minori di 14 anni protagonisti, in quelle «aree che definiamo rosse» delle città di Busto Arsizio, Gallarate e Varese, come le stazioni o piazza Repubblica nel capoluogo. Aree che, sottolinea l’esponente di Lampi Blu, «stanno quasi per essere sottratte dalla sovranità nazionale e dove la gente perbene teme di percorrere il tragitto dalla stazione alla propria vettura». Ed è sulla scorta di queste preoccupazioni che sono sorte proposte, come quelle dei volontari di scorta in stazione Nord a Busto Arsizio, che per Macchi non sono la soluzione ai problemi.
“Ripopolare” le città sì, ronde no
«Sposo pienamente iniziative e attività che facciano tornare le persone perbene a passeggiare in queste zone della città per far allontanare i nullafacenti che popolano le nostre città, ma non chiamiamole ronde – spiega l’ispettore di polizia – la sicurezza non può essere affidata al volontariato ma deve essere a totale appannaggio dello Stato e dei professionisti dello Stato. Io ho paura di quello che viene creato sulla scorta della paura del momento. Nelle nostre città c’è bisogno di forze di Polizia, evitiamo di creare qualcosa che sia l’imitazione delle forze di Polizia». Utile è il modello è il controllo del vicinato, sentinelle che segnalano e non entrano in azione, e di questo Lampi Blu ne parlerà nel convegno in programma giovedì 8 aprile nella sede di via Caprera a Busto Arsizio. Non altre ipotesi. Anche perché i precedenti dovrebbero invitare alla prudenza: «Quando si è tentato di farlo non ha funzionato, come le cosiddette “ronde padane” introdotte con il pacchetto sicurezza del 2009 – ricorda Paolo Macchi – le regole che avrebbero consentito di istituzionalizzarle non hanno fatto altro che spegnere. Ma se le autorità riprendono quel “pacchetto” e decidono che si può fare, noi come Lampi Blu siamo anche pronti a formare i volontari. Sapendo chi saranno e che cosa intendono fare. Per tutto il resto occorre rafforzare le forze di Polizia».
Ronde in stazione e feste al Tessile, lo stop di Antonelli a Sabba: «Sospendete tutto»
Busto, Occhi sul Quartiere: si parla di sicurezza con gli esperti di Lampi Blu
