Maggioranza blindata, Busto avrà Largo Ramelli. Farioli: «Ora una via a Berlusconi»

BUSTO ARSIZIO – Si chiamerà Largo Sergio Ramelli e dovrebbe sorgere dove c’è la rotonda ai piedi del cavalcavia di via del Roccolo, all’incrocio con via Castellanza. Lo ha deciso il consiglio comunale, dando il via libera alla proposta di Fratelli d’Italia con il voto favorevole del centrodestra (astenuto Alex Gorletta della Lista Antonelli e assente la leghista Isabella Tovaglieri) e quello contrario dell’opposizione, che si era allineata alla controproposta dell’ex sindaco Gigi Farioli di intitolare una via alle Vittime degli Anni di Piombo. Ed è lo stesso Farioli a fine dibattito ad evocare l’intitolazione di una via a Silvio Berlusconi, suggerendo la strada ancora senza nome del sottopasso di Sant’Anna.

Il dibattito

È stato un dibattito intenso, a tratti anche aspro, quello che ha portato alla decisione di approvare la proposta di un’intitolazione alla memoria di Sergio Ramelli, il giovane militante del Fronte della Gioventù ucciso dagli estremisti rossi nel 1975 a Milano. «È un simbolo – rivendica il capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Geminiani – una vittima con un nome, un cognome e un volto». E rilancia l’idea di due intitolazioni a vittime di opposta ideologia, destra e sinistra, ai due lati del cavalcavia del Roccolo. L’opposizione si mette di traverso, con Maurizio Maggioni (PD) che ricorda che «dichiararsi fascista allora significava essere per la svolta autoritaria» e con Farioli (PRL) che rilancia l’appello ad «un passo in avanti che lasci alle spalle le scorie di contrapposizioni ideologiche, ricordando insieme con Sergio Ramelli, con nome e cognome, anche tutte le vittime degli Anni di Piombo».

Maggioranza (quasi) blindata

E se i “Fratelli” serrano le fila, con Max Rogora che insiste per «ricordare proprio Ramelli, non tutte le vittime senza un nome» e Francesco Attolini che lo descrive come «un ragazzo buono come il pane, che non aveva amicizie pericolose, colpito perché indifeso e debole», in maggioranza si registra il dissenso di Alex Gorletta, “antonelliano” con un passato a sinistra, che annuncia la «scelta personale» di astenersi. Parlando, da un lato, di «strumentalizzazione», perché «definire Ramelli fascista è una semplificazione eccessiva», ma dall’altro anche che «non si può semplificare con una rotonda di qua e una di là».

Scintille (1) sulla democrazia

Ma è l’intervento di Paolo Pedotti (PD) a suscitare le prime vere scintille in sala esagonale. «Il dibattito purtroppo si è fossilizzato – le parole del segretario Dem – i gruppi di minoranza hanno proposto di intraprendere un percorso in cui quello di oggi non fosse il punto di arrivo ma il punto di partenza e la risposta è stata chiarissima. Non c’è dibattito, non c’è discussione, non c’è democrazia in tutto questo. Da parte nostra c’era disponibilità ad approfondire, nello spirito di condivisione della Costituzione, se poi volete il nome nella rotonda banalizzate un discorso più ampio. Ma siete la maggioranza e deciderete». Parole che suscitano la levata di scudi prima della presidente del consiglio Laura Rogora (FI): «Il dibattito c’è stato. È lei che ha esordito male in commissione dicendo che Sergio Ramelli aveva delle idee sbagliate». Poi del sindaco Emanuele Antonelli: «È incredibile che proprio io debba spiegarvi cos’è la democrazia, a voi che mi considerate un antidemocratico. Non accetto che venga a dire che non c’è democrazia perché le persone che hanno parlato non la pensano come lei. Mi sa che deve andare a studiarsela bene la Costituzione di cui parla tanto».

Scintille (2) sul rimpasto

Poi è Gigi Farioli a creare ulteriore scompiglio quando evoca un accordo politico nell’ambito del rimpasto dietro alla compattezza del centrodestra su Ramelli: «Nei corridoi si dice che sia stata una richiesta di Fratelli d’Italia con il rimpasto. Verosimile, visto che è stata votata con urgenza come unico punto in commissione, ma non voglio crederci. Sarebbe poco dignitoso». Ancora, la risposta è una levata di scudi: «Imbarazzante – ribatte il sindaco Antonelli – sono tutte balle». E ironizza, di fronte ad un centrodestra perplesso: «Datemi un nome da intitolare che facciamo un altro rimpasto». Poi però lo stesso Farioli, che in apertura di seduta aveva detto in modo sibillino «sono ancora in minoranza» – nei giorni scorsi L’Italia c’è, il movimento di Librandi a cui aderisce, si è “federato” con Forza Italia – va oltre: «Mi auguro che tra poco torni la proposta di intitolazione a Silvio Berlusconi, che improvvisamente è stata cancellata dall’ordine del giorno e mai votata – l’aveva proposta il gruppo di Forza Italia – il nostro gruppo la voterebbe. Ricordo che il governo Berlusconi fu il primo a finanziare il sottopasso di Sant’Anna. Valutatelo». La strada del sottopasso infatti è ancora priva di intitolazione. Ma questa è un’altra storia.

Busto, la via a Ramelli divide il consiglio: la maggioranza va avanti da sola

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