Magnago, nessun accordo tra sindaco e maggioranza sul rimpasto. Urne più vicine

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MAGNAGO – Fumata nera dalle trattative in corso nel centrodestra a Magnago per ricomporre la crisi innescata dalle dimissioni firmate il 29 dicembre dal sindaco Dario Candiani (nella foto, l’aula del consiglio comunale). E l’ipotesi del commissariamento del Comune in vista delle elezioni amministrative anticipate si fa sempre più probabile.

Quelli trascorsi sono stati giorni febbrili di incontri tra Candiani e i segretari locali dei tre partiti che compongono la maggioranza, Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. Sul tavolo, l’ultimatum avanzato dal sindaco per ritirare le dimissioni: un profondo rinnovamento della giunta, a un anno e mezzo dalla scadenza del mandato; mandato che lo stesso Candiani ha fatto sapere da tempo sarà il suo primo e ultimo, dal momento che non si ricandiderà.

Candiani: «Segretari del centrodestra contrari»

In cima alla lista dei nomi da sostituire ci sono l’assessore esterno ed ex sindaco Ferruccio Binaghi (Fi) e l’assessore alle politiche sociali Maria Grazia Ragona (Fdi). Il rimpasto di giunta dovrebbe partire da loro, condizione ritenuta imprescindibile dal primo cittadino per tornare sui suoi passi. Candiani però non ha nascosto la possibilità di un rinnovamento completo della squadra insieme alla quale ha amministrato il Comune dal 2022: in questo caso, l’epurazione comprenderebbe anche il vice sindaco Franco Piantanida e l’altro assessore, Federica Berlanda.

A monte, ragioni che appaiono di natura sia personale che politica. Ruggini trascinatesi a lungo fino a divenire motivo di rancori all’interno della maggioranza, segnata da un clima tutt’altro che collaborativo, su cui hanno pesato anche le dinamiche interne al composito gruppo del centrodestra confluito nella lista civica Insieme per Magnago e Bienate.

La richiesta di fare tabula rasa della giunta per l’ultimo scorcio del mandato, al momento, sembra caduta nel vuoto. «Ho incontrato i tre segretari di centrodestra – fa sapere laconicamente lo stesso Dario Candiani – che non mi sono sembrati favorevoli ad un rinnovamento della giunta». Il sindaco usa termini eufemistici, mentre è evidente che nessuno dei partiti di maggioranza voglia accondiscendere all’aut aut di Candiani e che ognuno degli attori sia rimasto sulle proprie posizioni. Quindi, discorso chiuso? Tutto lo fa pensare, considerato che il termine di legge per trovare un accordo e mantenere così in piedi l’attuale amministrazione scadrà tra pochi giorni. Il conto alla rovescia è già cominciato.

Magnago, Candiani dopo le dimissioni: «Quando passi il limite, serve un bagno di umiltà»

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