MAGNAGO – «La decisione è assunta per il seguente motivo: impossibilità a proseguire la mia carica in maniera serena, costruttiva e finalizzata al bene dei miei cittadini». Con queste poche righe, e «con piena consapevolezza degli effetti giuridici derivanti», l’ormai ex sindaco di Magnago Dario Candiani (nella foto, negli studi di M24Tv) ha rassegnato le sue dimissioni in una lettera protocollata ieri, martedì 30 dicembre, ma che reca in calce la data di lunedì, giorno in cui era convocato il consiglio comunale.
«Le motivazioni delle dimissioni sono proprio quelle comunicate nella lettera» ribadisce Candiani a Malpensa24. E aggiunge: «Quando ti rendi conto che hai oltrepassato il limite, un bagno di umiltà ci vuole». In via formale, le dimissioni saranno “efficaci” fra 20 giorni “salvo eventuale revoca”.
Quel rimpasto richiesto ma mai digerito dagli alleati
Unico motivo per far recedere Candiani nelle prossime settimane, a quanto si apprende, sarebbe un rimpasto di giunta con due silurati eccellenti: l’assessore esterno ed ex sindaco Ferruccio Binaghi di Forza Italia e l’assessore alle politiche sociali Maria Grazia Ragona di Fratelli d’Italia. Una richiesta avanzata da Candiani in persona al vicesindaco Piantanida e al capogruppo di maggioranza Riondato, ma che non è stata accolta con favore, al contrario ha compromesso, a quanto pare in maniera irreversibile, i rapporti con i due partiti citati.
E che i rapporti all’interno di Insieme per Magnago e Bienate fossero già tesi da tempo è il classico segreto di Pulcinella, tra dinamiche che qualcuno della stessa maggioranza definisce «disastrose» e relazioni difficili attribuite a contrasti sul piano personale anziché su quello politico-amministrativo. Appare scontato che Fi e Fdi non intendano recedere di un passo dalle posizioni raggiunte, con i Fratelli che anzi vogliono contare di più, forti del consenso raggiunto negli ultimi anni coincisi con l’ascesa al governo di Giorgia Meloni.
Tante opere attese nel 2026
Il conto alla rovescia per la giunta Candiani dunque è già iniziato e l’esito più probabile è l’avvio dell’iter per il ritorno alle urne anticipato rispetto alla scadenza di giugno 2027 per l’elezione del nuovo consiglio comunale, che finirebbe in calendario nel prossimo autunno.
La crisi anticipata, autentico “botto” di fine anno, lascia a metà l’operato dell’amministrazione di centrodestra, che proprio nell’anno entrante avrebbe dovuto portare a termine numerose, importanti opere. A cominciare dal nuovo asilo, quasi ultimato, passando dal parcheggio e dal bar del campo sportivo di Magnago (per un investimento di 600.000 euro) per arrivare nientemeno che al nuovo Piano di governo del territorio, programmato per la primavera.
Opposizione: «Momento delicato, attendiamo»
«Questo 31 dicembre – commenta oggi il gruppo di opposizione Progetto Cambiare dell’ex sindaco Carla Picco – segna un momento delicato per la nostra comunità e crediamo sia importante attendere l’evolversi della situazione nei tempi previsti dalla legge, evitando polemiche e forzature inutili. Nel giro di due o tre settimane sarà più chiaro il quadro complessivo e sarà possibile comprendere quali saranno le scelte definitive.
«Il nostro pensiero deve restare rivolto al nostro comune, che ha bisogno di stabilità, chiarezza e responsabilità. Come opposizione continueremo a lavorare con serietà e rispetto, pronti a fare la nostra parte nell’interesse dei cittadini di Magnago e Bienate».
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