MAGNAGO – Quello di ieri, lunedì 29 dicembre, è stato con ogni probabilità l’ultimo consiglio comunale di Magnago con sindaco Dario Candiani (nella foto). Quest’ultimo ha infatti annunciato oggi le sue dimissioni. Un gesto grave che segue di un paio di mesi la scelta dello stesso Candiani di non ricandidarsi al termine del mandato iniziato nel giugno del 2022, scelta dettata da «ragioni personali».
«Non mi piace il modo che vedo di fare politica» aveva confidato in ottobre in una intervista a Malpensa24 Candiani, che ha sempre detto di «non essere un politico, ma un medico» e di non avere tessere di partito. Un mandato “civico” il suo, ma pesantemente condizionato dalle dinamiche interne al gruppo di maggioranza, Insieme per Magnago e Bienate.
Divisioni esplose nel centrodestra
Ancora in serata, l’ormai ex primo cittadino non aveva rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale, né risultava raggiungibile. L’annuncio odierno non è proprio un fulmine a ciel sereno. A parte la volontà dichiarata da Candiani di farsi da parte, in questi tre anni la maggioranza di centrodestra non è apparsa affatto unita e compatta; al contrario, è risultata percorsa da divisioni interne, provocate tanto da frizioni tra i partiti che la compongono quanto da contrasti di natura personale.
Divisioni che il sindaco ha sempre negato, pur ammettendo «problemi politici» nei rapporti tra Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. Con il primo alleato a reclamare maggiore spazio, a Magnago come in molti altri comuni, in virtù della crescita di consensi che nel frattempo ha portato Fdi al governo e ad essere il primo partito sulla scena politica. Ma anche con Lega e Fi che mal sopportano lo sgomitare dei Fratelli. Per non parlare della presenza in giunta, come “esterno”, dell’ex sindaco (dal 2002 al 2012) Ferruccio Binaghi, uomo forte di Forza Italia con la delega pesante a lavori pubblici, urbanistica, edilizia privata, Pgt e politiche ambientali. Tutti elementi di squilibrio che hanno compromesso la tranquilla navigazione della giunta, additata da alcuni come incapace di prendere decisioni importanti per il futuro del paese, e da altri di non aver saputo pubblicizzare a sufficienza la propria azione amministrativa.
Progetto Cambiare pronto alla rivincita
Spettatori interessati di quanto sta succedendo i componenti dell’unico gruppo di opposizione in consiglio comunale, Progetto Cambiare, smaniosi di riprendere la guida del Comune dopo l’inopinata sconfitta alle Amministrative del 2022. E che in questi anni hanno gettato benzina sul fuoco, denunciando a più riprese i dissidi interni alla maggioranza e preconizzando la sua fine anticipata proprio a causa di tensioni e spaccature che «hanno reso ingovernabile un’amministrazione già fragile».
Ora, se la crisi in seno al centrodestra locale non rientrerà, il destino del Comune è segnato: commissariamento ed elezioni anticipate.
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