Ferno, botte e abusi sull’amante: il 37enne pronto a ricorrere al Riesame

FERNO – E’ pronto a ricorrere al Riesame contro la misura di custodia cautelare in carcere il 37enne arrestato a Ferno lo scorso 19 dicembre con l’accusa di aver sequestrato e violentato l’amante 50enne riuscita a mettersi in salvo facendo il segnale antiviolenza con una mano mentre il presunto aguzzino accompagnava la figlia all’asilo.

Le lettere d’amore

L’uomo, assistito dall’avvocato Pierpaolo Cassarà, ha negato ogni accusa anche davanti al Gip parlando di relazione consensuale con la 50enne. A suo discarico l‘indagato indica alcune lettere d’amore che la 50enne gli avrebbe scritto nel corso dei mesi – la relazione avrebbe avuto inizio nel maggio scorso – nelle quali la donna non lo dipinge affatto come un mostro brutale lamentandone al contrario la mancanza e la lontananza.

Botte, abusi e gelosia ossessiva

Il quadro accusatorio a carico del 37enne, per contro, è pesantissimo. L’uomo è accusato di violenza sessuale, stalking, violenza privata, sequestro di persona e rapina. In sede di denuncia la 50enne ha raccontato ai carabinieri un lungo incubo fatto di aggressioni, violente percosse, con almeno un accesso al pronto soccorso a causa dei traumi riportati dalla vittima, umiliazioni, abusi sessuali con il 37enne ossessionato dall’idea che l’amante si concedesse ad altri uomini. Ossessione folle che, in occasione del ricorso alle cure ospedaliere per le percosse subite, avevano portato, secondo quanto riferito dalla vittima, il 37enne a picchiarla ancora accusandola di aver avuto un rapporto sessuale con il medico che le aveva curato le ferite. 

La violenza davanti alla figlia

L’apice della violenza il 37enne lo avrebbe raggiunto la notte prima dell’arresto, quella tra il 18 e il 19 dicembre quando, dopo aver costretto l’amante ad incontrarlo, minacciando di morte lei e la zie che con lei vive, l’avrebbe portata nell’appartamento dove vive, con moglie e soprattutto figlia minore presenti, stuprandola alla presenza della bambina. Un’aggressione violentissima, con calci sulla schiena, la 50enne buttata a terra e costretta a subire un rapporto non consensuale, prima di essere minacciata con un coltello, sempre con la bimba nei paraggi, di essere mutilata di lingua e dita qualora avesse parlato.

I Servizi Sociali

In un quadro gravissimo quest’ultimo episodio, se possibile reso ancora più pesante dalla presunta presenza della minore, ha fatto scattare l’intervento dei Servizi Sociali per valutare le condizioni di sicurezza della bambina. La posizione della moglie del 37enne, che nei fatti esposti dalla 50enne era al corrente della situazione e che nel frattempo avrebbe chiuso con il marito ogni rapporto, è infatti al vaglio.

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