Malpensa a Berlusconi, il Pd valuta il ricorso al Tar. Bellaria: “Salvini ci ripensi”

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MALPENSA – Il Partito democratico l’aveva annunciato e, adesso, procede. Il ricorso al Tar, cioè la via legale, è una possibilità concreta per cancellare da Malpensa il nome di Silvio Berlusconi, a cui è stato intitolato lo scalo varesino. Un’intitolazione senza confronto col territorio e, soprattutto, in deroga (violazione?) della norma che regola questo tipo di procedure: dieci anni almeno dalla morte della persona a cui si intende dedicare una struttura pubblica, il nulla osta del prefetto più una serie di altre questioni tecnico/procedurali che se non rispettate potrebbero rappresentare un valido motivo di nullità.

Il ruolo dei Comuni

Ma per continuare sulla strada del ricorso, il Pd ha bisogno dei Comuni direttamente interessati alle vicende aeroportuali, Milano in primis (è l’azionista di maggioranza di Sea, la società di gestione), Somma Lombardo subito dopo (parte del suo territorio ospita il terminal 2 e altre aree aeroportuali). Perché Milano e Somma? Motivo semplicissimo: sono amministrate da sindaci e giunte di centrosinistra, quindi contigue ai dem che fanno da regia nell’operazione. Ma non si può escludere che altre amministrazioni si accodino all’iniziativa, per esempio Samarate “passata” alle recenti elezioni al centrosinistra. Sessanta giorni di tempo per presentare il ricorso, due mesi scarsi per provare a smentire Enac e il ministro Matteo Salvini, che hanno deciso a nome di tutti.

Nel frattempo sono in agenda incontri con i legali a cui sarà affidato il mandato per sostenere la necessità della revoca del provvedimento. Si ascolteranno i primi cittadini del capoluogo e della stessa Somma, Giuseppe Sala e Stefano Bellaria, per conoscere come intendono muoversi. Ma se Sala, secondo quando si legge sui giornali, dopo le pesanti esternazioni pre annuncio ufficiale dell’intitolazione di Malpensa, pare essersi chiuso in uno stretto riserbo, Stefano Bellaria avverte: “Va bene il ricorso, ma con la partecipazione del territorio”. Quasi una esortazione di un primo cittadino coinvolto a pieno titolo in tutte le faccende che riguardano Malpensa.

L’appello: “Salvini faccia un passo indietro”

Ancora Bellaria: “Va sentito il Cuv (il consorzio di comuni adiacenti lo scalo, ndr), non si possono fare le cose tagliando fuori chi vive la realtà aeroportuale. Può essere questa l’occasione per aprire e allargare il confronto anche su tutti i temi che riguardano l’intera pratica Malpensa.  Per quanto concerne il nome credo che la nostra zona sia ricca di personalità che hanno scritto la storia dell’aeronautica italiana, ai quali dedicare Malpensa. L’importante è che non si tratti di una figura imposta dalla politica, tanto più da un ministro che si dichiara federalista e poi snobba proprio i territori. Per questo chiedo a Salvini un gesto di apertura a tutti noi: non firmi il decreto di intitolazione, faccia un passo indietro che sarà sicuramente apprezzato e le renderà merito”.

Majorino: “Il mondo ci ride dietro”

Un ricorso al Tar, dunque, quello ipotizzata dal Partito democratico nel tentativo di bloccare l’intitolazione a una persona, Berlusconi, ritenuta divisiva sotto diversi punti di vista. E, soprattutto, imposta dall’alto, senza che sia stato possibile avviare un preventivo, quanto necessario dibattito. Caustico il capogruppo Pd in consiglio regionale, Pierfrancesco Majorino: “Riteniamo sbagliata l’intitolazione a Berlusconi, nome che divide e non unisce. L’aeroporto è luogo di tutti ed è una porta aperta al mondo. Ora c’è una bella parte di mondo che ci sta ridendo dietro…”.

Intitolazione di Malpensa, un altro schiaffo al territorio

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