Intitolazione di Malpensa, un altro schiaffo al territorio

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La prima pagina del quotidiano Libero, di oggi 12 luglio

Titolo di Libero di quest’oggi, 12 luglio, in apertura di giornale: “Buon volo comunisti”. Traduzione: Malpensa porterà il nome di Silvio Berlusconi e per la sinistra è un vaffa grande così. Se c’era bisogno di una conferma che la repentina decisione di Enac, avallata con entusiasmo dal ministro e leader leghista Matteo Salvini, derivi dalla solita politica, ecco, siamo serviti.

Perché Berlusconi e non una qualunque altra personalità di prestigio, che non mancano nel passato, remoto e prossimo, del Belpaese e della stessa provincia di Varese? Ma perché il Cavaliere rimane e rimarrà per molto tempo ancora il riferimento ideologico del centrodestra oggi al governo, che vuole e dispone anche per le intitolazioni di un aeroporto, che non è di un partito, né di una coalizione, né di Salvini, né era di Berlusconi, ma appartiene al territorio che lo ospita da decenni e ne subisce gli effetti. Molti positivi, molti altri negativi. E avrebbe tutto il diritto di partecipare a una scelta seppure simbolica quanto d’immagine. E perché, sotto sotto, la Lega ha voluto fare un favore agli alleati di Forza Italia, della quale Berlusconi è il fondatore, l’ispiratore, il nume tutelare. Soltanto una supposizione? Chissà.

Invece il territorio è stato tenuto lontano, come spesso è accaduto per altre questioni più concrete quanto decisive per la qualità della vita di chi abita attorno allo scalo. Messo in disparte anche in questa occasione così che ne subisca l’ennesimo schiaffo. Ancor più grave proprio perché sostenuto dal capo della Lega, il movimento che per definizione e tradizione dovrebbe essere il più prossimo ai territori. Invece, toh, classico gesto dell’ombrello a tutti quanti. Anche a quei leghisti, e sono tanti qui dalla nostre parti, che oggi abbozzano, stanno zitti o, per opportunità, plaudono al loro Capitano, ma sanno che non è così che si fa.

Berlusconi può piacere oppure no: la Lega, quando in Regione si votò per il suo nome a Malpensa, si espresse con una astensione. Significativa, ci pare di capire. E allora? Se non si mette in discussione Salvini, Berlusconi va bene, benissimo, nonostante tutto. Così finisce in rissa anche una questione che avrebbe dovuto essere, anzi, che doveva essere condivisa. Il Pd annuncia battaglia, le comunità locali assistono attonite all’ennesimo battibecco e alla disattenzione di una politica che se ne infischia delle procedure e persino della legge in proposito di intitolazioni. I giornali nazionali dedicano articoli di prima pagina a questa storia di “ordinaria italianità”, attribuendole sostanza politica e di costume o di malcostume, a seconda delle prospettive.

“Viviamo tempi barbari” sintetizza con amarezza Giuseppe Sala, sindaco di Milano e azionista di maggioranza di Sea, la società di gestione aeroportuale. “Mettere in discussione lo spessore umano e politico di Silvio Berlusconi significa non aver capito nulla della nostra epoca” gli fa eco Gianluca Comazzi, assessore regionale.  Il problema però non riguarda soltanto la figura del Cavaliere, sicuramente divisiva quanto importante per tutto ciò che ha rappresentato e fatto; e se Roberto Formigoni ricorda a giustificazione della decisione di Enac che Malpensa l’ha realizzata lui, quando comandava a Palazzo Lombardia, assieme a Berlusconi, quando era presidente del Consiglio; il problema, dicevamo, è che di questa epoca abbiamo capito anche troppo.  Ahimè.

Ufficiale: Malpensa intitolata a Berlusconi. Soddisfatto Salvini, Pd sulle barricate

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