MALPENSA – In attesa del Tar, chiamato a dire l’ultima parola sull’intitolazione di Malpensa a Silvio Berlusconi, il presidente nazionale di Enac Pierluigi Di Palma si scaglia contro il Comune di Milano e i sindaci di centrosinistra attorno allo scalo che hanno presentato ricorso: «Bisogna rispettare le decisioni dell’autorità».
Il ricorso
Lo ha detto oggi, 27marzo, in occasione dei festeggiamenti dei vent’anni di easyJet a Malpensa, «lo scalo di Berlusconi». Lui, arrivato da Roma, lo chiama così perché «la decisione del Tar non ha sospeso evidentemente il provvedimento di Enac, che è tuttora vigente». Di Palma confida peraltro che i giudici amministrativi «non potranno che darci ragione». In merito al ricorso, ricorda che l’ente nazionale che presiede «ha intitolato questo scalo a Berlusconi su istanza della Regione Lombardia» e quindi «è evidente che c’è qualche cosa di stonato oggi nel non riconoscerlo come qualcosa che l’autorità in qualche modo ha determinato». Guarda il video:
Contro Sala
In trasferta dalla Capitale, non è l’unico sassolino che si è voluto togliere. Se l’è presa con gli organizzatori dell’evento per essere stato escluso («L’autorità del trasporto aereo in una cerimonia come questa non doveva essere chiamata come ospite, ma come partecipe della iniziativa») prima di rivendicare il proprio ruolo nella riapertura del T2 – la base di easyJet in brughiera – nel periodo post Covid: «Il sindaco di Milano Beppe Sala non voleva investire i 20 milioni di euro necessari per il ripristino del T2, che era stato totalmente abbandonato. Si è realizzato solo con la pressione di Enac».
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