MALPENSA – Il voto contrario del consiglio comunale di Cardano al Campo al Masterplan di Malpensa ha aperto una breccia. Tanto che ora segue a ruota Samarate. Anche in questo caso, si tratta di un’amministrazione comunale neoletta di centrosinistra. Che, proprio come i “vicini di casa”, si è voluta esprimere mediante un atto ufficiale contro il Piano di ampliamento di Malpensa.
La delibera di giunta
La Conferenza di Servizi decisoria indetta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sembra aver riaperto – sotto il profilo politico – una partita che sembrava già chiusa un anno fa, quando la Commissione di Valutazione impatto ambientale del ministero dell’Ambiente diede il via libera, eccezion fatta per l’ampliamento della Cargo city che in questo momento è stato stralciato per seguire un iter differente dopo l’approvazione del Decreto Aria in Parlamento.
Con una delibera di giunta, infatti, il sindaco Alessandro Ferrazzi e i suoi assessori hanno espresso «parere non favorevole al progetto denominato “Aeroporto Milano Malpensa – Masterplan aeroportuale al 2035” nella sua attuale formulazione», con l’impegno scritto di trasmettere la loro decisione al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, alla Regione Lombardia, agli otto colleghi sindaci del Consorzio Urbanistico Volontario Malpensa, al Parco Lombardo della Valle del Ticino e alla Provincia di Varese.
Le ragioni del no
Secondo l’amministrazione Ferrazzi, il Masterplan «non è minimamente rispettoso nei confronti della crescita economica dei Comuni limitrofi, creando di contro una maggior sudditanza dei Comuni stessi nei confronti dell’aeroporto». Da Samarate sottolineano che non esiste ancora un Piano d’Area, sottoposto a Valutazione ambientale strategica, che «finalmente determini anche i limiti che il territorio può sopportare». Così come «non è ancora stato dato un contenuto alla prescrizione ambientale del decreto Via ministeriale dell’8 Giugno 2023, che deve mettere in relazione la crescita dell’aeroporto Malpensa con la distribuzione del traffico cargo su tutti gli aeroporti italiani potenzialmente coinvolti, attraverso la Vas del Piano Nazionale degli Aeroporti».
Proprio come Cardano, anche Samarate critica duramente l’Airport city prevista davanti al Terminal 1 perché «non è di interesse generale» e perché «le sue finalità sono legate ad uno sviluppo immobiliare e alle effettive richieste espresse dal mercato che non trovano rispondenza nel quadro normativo di approvazione delle opere e infrastrutture pubbliche di interesse generale». Secondo loro, la cittadella dei servizi interna al sedime non sarebbe sostenibile per il Comune di Samarate in quanto «la sua attuazione altererebbe le condizioni del mercato, condizionerebbe il Pgt e inciderebbe pesantemente sulla pianificazione urbanistica e sulla gestione e sviluppo del territorio, facendo venir meno entrate necessarie (oneri di urbanizzazione) alla realizzazione e alla manutenzione di edifici, strade e parchi pubblici». La giunta Ferrazzi, proprio come il consiglio comunale cardanese, stigmatizzano la «visione centralistica dello sviluppo dell’aeroporto di Malpensa che potrebbe condurre ad una progressiva trasformazione di Samarate in un grande quartiere dormitorio e all’abbandono e dismissione dei fabbricati industriali e delle aree terziarie-produttive, che potrebbero invece essere funzionali al Masterplan aeroportuale evitando ulteriore consumo di suolo». Una prospettiva che, si legge nella delibera, «non propone nemmeno ai Comuni politiche complementari al progetto in esame, vale a dire politiche normative ed economiche che possano eventualmente portare ad un potenziamento e rinnovamento continuo della città residenziale, della sua qualità e dei suoi servizi, nonché appunto alla riqualificazione e trasformazione di aree dismesse o degradate».
Cuv: «Il Masterplan di Malpensa è già stato approvato dal ministero»
