Ryanair da 10 anni a Malpensa. «Senza tassa d’imbarco avremmo molti più voli»

Malpensa ryanair Fabrizio Francioni

Di Emanuele Ferretti

MALPENSA – Il primo dicembre del 2015 il volo inaugurale Milano-Siviglia segnò l’avvio delle attività di Ryanair a Malpensa. Fu una data a suo modo storica, perché sdoganò definitivamente il mondo delle low cost al T1 e aprì le porte dello scalo varesino all’avanzata della prima compagnia aerea d’Europa. 

Fabrizio Francioni, Head of Communications Italy di Ryanair, la vostra compagnia celebra tra pochi mesi i primi dieci anni di attività a Malpensa. Qual è oggi il ruolo di questo scalo nelle vostre strategie di sviluppo? Milano Malpensa gioca un ruolo da protagonista nella nostra attività e nei nostri piani di crescita in Italia. Il nostro auspicio è che questo ruolo possa essere confermato anche per i prossimi anni

Può darci qualche dato aggiornato sul traffico passeggeri generato da Ryanair su Malpensa nel corso dell’ultimo anno?
Oltre 5 milioni di passeggeri. A Malpensa Ryanair opera dal 2015 e, da allora, ha trasportato oltre 26 milioni di passeggeri, generando traffico, supporto all’economia regionale, all’occupazione e al turismo in entrata per l’intera Lombardia. 

Attualmente, quanti aeromobili Ryanair sono basati a Malpensa e quali sono le principali rotte operate?
La Summer 2025 vede la presenza di 8 aeromobili basati, per un investimento complessivo di 800 milioni di dollari, e 45 rotte. Tra queste, Pescara, Reggio Calabria, Lamezia, Catania, Palermo, Napoli tra le domestiche, Goteborg, Cracovia, Bratislava, tra le non domestiche, senza dimenticare Londra Stansted, Madrid, Valencia, solo per citarne alcune.

C’è una differenziazione strategica tra la vostra presenza a Malpensa e quella a Bergamo Orio al Serio, da sempre vostra base storica nel Nord Italia?
Entrambi giocano un ruolo importante, a supporto della connettività della Regione Lombardia. Non solo turismo, ma anche un sostegno importante per chi viaggia per lavoro, per studio. La nostra presenza in entrambi gli aeroporti vuole essere un asset capace di contribuire allo sviluppo economico e occupazionale di una delle regioni piu’ dinamiche d’Europa.

L’addizionale comunale sui diritti d’imbarco è spesso indicata da Ryanair come un ostacolo alla crescita in molti aeroporti italiani. Se venisse abolita o ridotta anche su Malpensa, cosa cambierebbe concretamente per la vostra presenza su questo scalo? Potremmo aspettarci più voli, nuove rotte o un aumento degli investimenti?
L’addizionale comunale è il principale freno agli investimenti, alla crescita del traffico, e dunque alla possibilità per le compagnie aeree di investire sulla capacità generando sviluppo, posti di lavoro, turismo. E’ una tassa regressiva di cui, tra l’altro, solo il 5% dei proventi finisce nelle casse degli enti locali, nonostante venga definita “municipale”. Ne chiediamo l’abolizione, in tutti gli aeroporti italiani. In questo caso, Ryanair potrebbe rispondere con un piano di crescita per l’Italia molto ambizioso che prevede 40 nuovi aeromobili basati, per un investimento complessivo di 4 miliardi di dollari, 250 nuove rotte, 20 milioni di passeggeri in più e nuovi 15.000 posti di lavoro in Italia.   

Con l’evoluzione della domanda post-pandemia, come vede Ryanair il futuro del traffico low-cost su un aeroporto come Malpensa, notoriamente più orientato a traffico business?
Chi viaggia con Ryanair, anche da Malpensa, non lo fa solo per turismo. Il segmento business è sempre più importante. Lo dimostra, ad esempio, la partnership che di recente abbiamo stretto con Sap Concur che dà la possibilità a tutti coloro che viaggiano per lavoro di accedere alle tariffe basse di Ryaianr e al nostro network, offrendo maggiore scelta e flessibilità per i viaggi d’affari.

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