MALPENSA – «L’aumento della presenza di persone senza fissa dimora, soprattutto nelle ore serali e notturne, ha posto in risalto l’importanza cruciale del coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti nel protocollo». Quello contenuto oggi, 11 febbraio, nel comunicato stampa inviato dal prefetto di Varese Salvatore Pasquariello, è un invito esplicito ai Comuni, alle istituzioni e agli enti del Terzo settore che lo scorso luglio sottoscrissero il protocollo per la gestione dei clochard a Malpensa. Perché il numero è in crescita – se ne contano circa 100 – e alcuni di loro si sono resi protagonisti di episodi finiti sotto la lente d’ingrandimento delle forze dell’ordine.
Reinserimento sociale
Il primo incontro si è svolto nel pomeriggio del 5 febbraio al “Malpensa Center” del Terminal 1 ed è stato riaggiornato a oggi. Si è trattato di un importante incontro finalizzato al rinnovo, previa verifica dello stato di attuazione, del protocollo “La gestione delle persone senza fissa dimora presso l’Aeroporto di Malpensa – protocollo operativo” che è scaduto lo scorso 31 dicembre 2024.
Durante la riunione di sei giorni fa è stato presentato lo “stato di fatto” del progetto “Area (Ri)Partenze”, un’iniziativa finanziata dalla Regione Lombardia. Questo progetto, che vede la Fondazione Caritas Ambrosiana come capofila, è in partnership con la Croce Rossa Comitato di Gallarate, con la Cooperativa Intrecci e con l’Asst Valle Olona, oltre a una rete progettuale che include Sea Aeroporti Milano, Polizia di Frontiera ed Enac.
«L’obiettivo condiviso – si legge nella nota diramata dalla prefettura – è garantire una presa in carico ottimale e adeguata di queste persone nei vari spazi dell’area aeroportuale, indirizzandole verso percorsi di reinserimento sociale. Tale azione, inoltre, contribuirebbe a mitigare la problematica legata alla necessità di preservare il decoro degli spazi pubblici».
Le possibili soluzioni
Il messaggio è chiaro: il prefetto ha invitato i firmatari ad aumentare gli sforzi affinché si trovino soluzioni alternative alla permanenza dei senzatetto all’interno del Terminal 1. «Tutti i partecipanti – conclude il comunicato – consapevoli della complessità della gestione di un aeroporto delle dimensioni e dell’importanza di Malpensa, hanno espresso la volontà di intraprendere ogni azione possibile per garantirne la piena fruibilità in sicurezza. È emersa, quindi, una forte convergenza di intenti tra i partecipanti, con la definizione di possibili soluzioni che saranno oggetto di un’analisi approfondita e condivisa da tutti i firmatari del protocollo. Questi attori, rappresentanti delle diverse competenze presenti nello scalo aereo, opereranno in stretta sinergia, sotto il coordinamento dell’Enac».
Sicurezza e solidarietà, firmata l’intesa per la gestione dei senzatetto di Malpensa
