MALPENSA – L’allontanamento dei senzatetto da Malpensa si è svolto «all’insegna del rispetto per ciascuna persona senza dimora incontrata e nell’ottica di affiancare efficacemente l’altrettanto rilevante attività che viene esplicitata dalle associazioni coinvolte nel progetto “Area(Ri)Partenze”». A dirlo è il prefetto di Varese, Salvatore Pasquariello, all’indomani della vasta operazione di sgombero compiuta all’interno dell’aerostazione nella notte tra il 13 e il 14 febbraio.
Sapiente guida
La nota diramata dalla prefettura definisce il servizio straordinario compiuto a Malpensa «un’accurata ricognizione della presenza delle persone senza fissa dimora nelle aree del Terminal 1 e Terminal 2». Pasquariello ringrazia personalmente «tutti gli appartenenti alle Forze dell’Ordine che hanno partecipato alle attività con grande professionalità e sotto la sapiente e competente guida dei rispettivi vertici».
L’allontanamento dei senzatetto
Con queste parole si intende certificare il buon lavoro svolto dagli operatori coinvolti in un’operazione resa necessaria innanzitutto per una questione di sicurezza e decoro pubblico, essendo un aeroporto un luogo sensibile. Di fatto, è apparsa essere anche una implicita risposta alle critiche pervenute da un’associazione di settore. Ma l’incremento di persone che negli ultimi mesi avevano scelto lo scalo varesino come dimora ha reso necessario un ristabilimento della situazione generale. Da qui l’operazione di sgombero, che non si esaurisce con i 42 ordini di allontanamento emanati l’altra sera, ma con l’impegno a perseguire gli obiettivi di reinserimento sociale messi nero su bianco nel primo protocollo siglato al Malpensa center lo scorso luglio.
Malpensa, allontanati i 100 senzatetto che vivono in aeroporto
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