MALPENSA – Nel 2024 l’Iva rimborsata a Malpensa è stata di oltre 140 milioni di euro, a fronte di 1,4 milioni di transazioni, che a loro volta equivalgono a circa 19 miliardi di euro di tax free shopping. A dirlo è Luigi Battuello, chief commercial officer di Sea, in un’intervista al Sole24Ore. Un dato che dimostra come l’aeroporto rimanga un luogo adatto per fare acquisti, in particolare per i marchi del lusso.
Chi sono i clienti
Nelle gallerie commerciali del Terminal 1, sono presenti praticamente tutti i più importanti brand di alta moda. Louis Vuitton e Dior sono soltanto le ultime due boutique aperte in ordine di tempo, meta in particolare degli stranieri facoltosi prima di tornare a casa. Si tratta di un business redditizio: secondo i dati del gestore aeroportuale, lo scontrino degli acquisti nei negozi del lusso è mediamente 13 volte lo scontrino del resto del retail non food. I clienti provengono soprattuto da Emirati Arabi Uniti, Turchia, Stati Uniti, Cina, Regno Unito e Qatar.
Lungo raggio
A trainare lo shopping a Malpensa, dunque, è il lungo raggio, settore in continua crescita nel post Covid in particolare verso gli Usa e l’Oriente. Negli ultimi dodici mesi, rende noto Battuello, i passeggeri, diretti e indiretti, lungo raggio di Malpensa sono stati 6,7 milioni, in crescita del 12% rispetto ai dodici mesi precedenti. La crescita è altrettanto sostenuta anche considerando solo i passeggeri diretti verso le destinazioni intercontinentali (+13%) e per l’attuale stagione estiva è previsto un incremento dei posti offerti dai vettori sul lungo raggio pari al 15,2%. Nel 2024 il fatturato lordo della parte retail e food degli aeroporti di Linate e Malpensa è cresciuto del 14,7% a oltre 470 milioni di euro. Nei due scali ci sono 30mila metri quadri dedicata ai negozi, 99 in tutto, e alla ristorazione, con 64 punti food & beverage.
L’ex Inter Hernanes vuole comprare la Bibbia a Malpensa: «Non c’è. Allarmante»
Malpensa, presi 26 furbetti del tax free: frodati rimborsi Iva per 140mila euro
