“Basta casi come l’egiziano di Cassano Magnago”. È perentorio Andrea Cassani, sindaco di Gallarate e segretario provinciale della Lega. Dichiarazione che arriva a sostegno della manifestazione leghista in programma sabato 18 a Milano per richiamare l’Europa a una maggiore presenza su una serie di temi, tra i quali la sicurezza.
Argomento, la sicurezza, attorno al quale i leghisti battono il chiodo. Data la preoccupante situazione in giro per le città, hanno ragione. Se non fosse che al governo ci sono anche loro e, per dirla tutta, oltre all’Europa dovrebbero preoccuparsi di quanto fa o potrebbe fare l’esecutivo di Palazzo Chigi per evitare l’attuale deriva. Tanto? Poco? Il Decreto Sicurezza, per quanto contestato dalle opposizioni, sulla carta è un intervento concreto. Ma poi, per risolvere “casi come quello dell’egiziano” deve intervenire Mario Giordano con la sua trasmissione “Fuori dal coro”.
Giordano, un giornalista che dimostra coraggio nel contesto di lecchinaggio di certa stampa nazionalpopolare e, manco a dirlo, televisiva. Domanda: se le telecamere di Rete4 non avessero documentato la molesta, anzi, la pericolosa presenza dell’immigrato, che da qualche settimana assediava le strade cassanesi, il problema sarebbe stato risolto con l’avvio delle procedure di espulsione? Chi, sinora, sapeva del suo stato di clandestino? E se ne fosse a conoscenza perché ha lasciato correre?
Il sindaco Pietro Ottaviani, appellandosi al prefetto, si è chiamato fuori: “Non ho gli strumenti giuridici per intervenire”. In conferenza stampa ha poi raccontato un’ improbabile storia di lungaggini e burocrazia, di sofferenze personali e collettive, distribuendo meriti all’universo mondo per lo sbocco della vicenda, che neanche la guerra con l’Iran. Cosa commentare?
Giustificazioni (e rimpalli) noti alla prima cittadina di Saronno, Elena Pagani, che, a febbraio, in un analogo e più terrorizzante caso aveva declinato le sue eventuali responsabilità amministrative. Anche lì, problema risolto grazie alle denunce di “Fuori dal coro”: arresto dell’extracomunitario che, addirittura, era in possesso di coltelli e nascondeva una serie di oggetti “atti a colpire le persone” nella sua precaria dimora. Poi, è vero, sulla vicenda saronnese si era mossa la politica, con i deputati Stefano Candiani e Riccardo De Corato, ma la soluzione, guarda caso, è arrivata dopo il programma della Tv.
Politica che a seconda delle appartenenze addossa colpe alle giunte in carica. Come a Varese, dove Davide Galimberti, primo cittadino piddino, è accusato di inadempienze in merito alla sicurezza proprio dalla Lega. Che, però, a Gallarate, città governata dal centrodestra, bercia contro i forti disagi causati da gruppi di sbandati, quasi sempre stranieri, che tengono sotto scacco la zona della stazione ferroviaria. Insomma, è come un gatto che si morde la coda. Ragioni e torti sono di tutti e di nessuno.
Intanto il problema degli stranieri clandestini, nullafacenti e dediti alla delinquenza, resta irrisolto, anzi, si aggrava di giorno in giorno. Giorgia Meloni ha provato ad affrontarlo anche con il famoso insediamento in Albania, ma non pare abbia ottenuto i risultati sperati. Nelle città imperversano personaggi che, come a Cassano Magnago e Saronno, destabilizzano e impauriscono i cittadini, di più, li tengono in ostaggio. E a liberarli da questa forma di inaccettabile prigionia c’è, primo fra tutti, Mario Giordano. Il miglior ministro dell’Interno possibile.
