Un anno fa moriva Roberto Maroni. Varese e la Lega ricordano il Barbaro sognante

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VARESE – «Chi è amato non conosce morte, perché l’amore è immortalità, o meglio, è sostanza divina». Con questa frase di Emily Dickinson, i più cari affetti di Roberto Maroni, un anno fa, hanno dato notizia della morte di Bobo. Poche parole, affidate a Facebook, che hanno raccontato come l’ex ministro dell’Interno ha trascorso le ultime ore di vita e come ha vissuto gli affetti famigliari. Un Bobo intimo, conosciuto da pochi nella sfera personale.

E’ passato un anno

E’ passato un anno esatto dalla morte di Maroni, era il 22 novembre 2022, ore 4 del mattino. La notizia è rimbalzata sugli organi di stampa e negli ambienti, prima leghisti e poi di tutta la politica, all’ora di colazione lasciando tutti senza parole. Anche se in molti sapevano della malattia di Maroni. E oggi sono tanti i ricordi che arrivano dalla rete e nella mail della redazione. Alcuni tra i molti. Quello del senatore Peruzzotti, leghista molto legato al Barbaro sognante. «Ricorre un anno dalla Scomparsa di Roberto Maroni, che ho conosciuto da segretario provinciale della lega e che mi ha accompagnato nella carriera politica prima in parlamento e poi al Viminale con Lui Ministro dell’interno.Era ben voluto da tutti e domani proprio al Viminale ci sarà la Sua commemorazione voluta proprio da chi ora occupa quella carca a Lui tanto cara il Ministro Matteo Piantedosi». E domani, proprio al Viminale si terrà un momento di ricordo.

Il ricordo della Lega e della città

Ma anche la capogruppo in consiglio Barbara Bison che ha postato un abbraccio tra lei e Maroni sotto la sede del Garibaldino. Tra i due ci sono stati momenti di freddezza alla vigilia della campagna elettorale cittadina, quella in cui entrambi sono stati candidati senza poi in realtà correre per Palazzo Estense. Momenti superati, tanto che sono dolci le parole che Bison ora gli dedica. Ma anche il ricordo di Stefano Angei, giovane leghista che aveva nel Barbaro sognate il suo punto di riferimento politico.

Maroni, indubitabilmente leghista aveva però la dote di saper confrontarsi in maniera trasversale anche con chi non apparteneva al Carroccio. Tra le amicizie politiche più stimolanti non si può non ricordare quella con Daniele Marantelli, uomo di sinistra e “battezzato” anche per questo il “leghista rosso”. E proprio questa capacità di saper dialogare in campo aperto ha portato a una convergenza pressoché assoluta sulla volontà di intitolare a Roberto Bobo Maroni un luogo della città di Varese.

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