Organico ridotto, matrimoni senza ufficiali a Varese. «Non si può assumere»

matrimoni senza ufficiali varese
La seduta della commissione 1 alla presenza dei rappresentanti dei lavoratori del Comune

VARESE – «La situazione dell’anagrafe è drammatica: è la vetrina dell’ente pubblico. Se il Comune ci rinuncia è veramente molto grave». Quella di Fabiola Riganti, rsu Al Cobas, è una delle voci dei rappresentanti sindacali che sono stati sentiti in audizione stasera, lunedì 17 febbraio, in una seduta della commissione 1 Affari generali richiesta dalle minoranze per avere un quadro della situazione personale. Al centro proprio la questione degli Uffici demografici dopo la recente mobilitazione. Protesta a cui aveva partecipato lo stesso sindaco. «Ho aderito allo sciopero – ha ribadito stasera – perché si sta sottovalutando che nei Comuni italiani ci sarà una riduzione di tutti i servizi».

Matrimoni senza ufficiali

«Gli interventi fatti fino ad ora non sono stati sufficienti, speriamo in uno sforzo in più»: un’altra voce della Rsu. A descrivere la situazione di difficoltà Nicoletta Zucchi, funzionario dei demografici. «Nel tempo è diminuito il personale e sono aumentate competenze e quantità di lavoro che dobbiamo svolgere. Abbiamo molte pratiche da gestire ma siamo rimasti in pochi». Una situazione che si sta cercando di affrontare senza arrecare disagi ai cittadini, dando la priorità alle urgenze. Ma non si può arrivare dovunque: emblematico l’esempio citato dalla stessa funzionaria. «Abbiamo in previsione 23 matrimoni al pomeriggio: era un lavoro che si faceva in orario straordinario. Quindi recupereremo il nominativo del celebrante e al mattino prepareremo l’atto e lo porteremo in segreteria e a quel punto non ci sarà più un ufficiale di stato civile che legge l’atto. Sabato abbiamo il primo matrimonio al pomeriggio e l’ufficiale di stato civile non ci sarà visto che la strada dopo lo sciopero è il blocco degli straordinari».

Tagli e assunzioni

Il primo cittadino Davide Galimberti è tornato poi sul tema dei tagli enti locali. «È sotto gli occhi di tutti che ai Comuni siano state tagliate drasticamente delle risorse, questo produce inevitabilmente ripercussioni anche sul personale. Il Comune di Varese quest’anno può assumere tra le 8 e le 10 persone secondo i parametri che lo Stato ha imposto, quindi si è fatta una valutazione di equilibrio, ci sono anche la Polizia locale, i Servizi sociali e tutti gli altri settori. Serve un’inversione di tendenza sulle risorse da destinare agli enti locali e l’eliminazione dei parametri assurdi che impediscono l’assunzione di personale». Tra gli interventi dell’opposizione quello del leghista Stefano Angei è stato il più critico nei confronti del sindaco. «Sono stupito dal fatto che chi nei fatti è il datore di lavoro scenda a scioperare con i dipendenti che lamentano le difficoltà dettate dalle azioni del datore di lavoro. Caro sindaco, questa la reputo quasi una presa in giro nei confronti degli oltre 600 dipendenti del Comune di Varese. Lei non se n’è accorto, ma quello sciopero era indirizzato alla sua giunta».

Riorganizzazione

A dare qualche numero l’assessore alle risorse umane Stefano Malerba: in 8 anni il Comune è sceso da 815 dipendenti a 627. «Tendenzialmente noi ogni anno dobbiamo provare a scendere, è quello che dice la legge, stiamo cercando di arrivare a quanto la legge stabilisce cercando di creare meno disagi possibili. Se non avessimo messo mano alla riorganizzazione oggi con così tanti lavoratori in meno ci sarebbero dei problemi. È sbagliato che ci sia del personale che si porta il lavoro a casa mentre nel frattempo la spesa dei ministeri è salita». Concetti ribaditi da Galimberti: «Tutto questo è stato possibile grazie alla straordinaria disponibilità del personale e all’organizzazione complessiva dell’ente. Oggi è necessario un equilibrio. È una prospettiva molto difficile per gli enti locali».

Anagrafe sotto organico: al Comune di Varese è sciopero. «Siamo ridotti all’osso»

matrimoni senza ufficiali varese – MALPENSA24

Visited 876 times, 1 visit(s) today