VARESE – Per i sindacati nazionali l’adesione arriverebbe «fino a punte dell’85%», ma in provincia di Varese lo sciopero di medici e infermieri non ha generato particolari ricadute sulle prestazioni offerte dalle due ASST territoriali. Sia da ASST Sette Laghi che da ASST Valle Olona, infatti, non si registrano problemi significativi negli ospedali: le sale operatorie hanno funzionato regolarmente e dagli ambulatori non arrivano segnalazioni di particolari disagi.
Lo sciopero “assorbito” sul territorio
I dati ufficiali sull’adesione del personale delle strutture sanitarie pubbliche arriveranno solo domani, 21 novembre, dagli uffici del personale, ma lo sciopero nazionale di 24 ore dei medici e degli infermieri, proclamato dalle organizzazioni sindacali Anaao-Assomed, Cimo-Fesmed e Nursing Up, è stato “assorbito” senza troppi disagi nelle ASST della provincia di Varese. Da Varese fonti di ASST Sette Laghi segnalano sale operatorie regolarmente in funzione e nessuna situazione particolare segnalata dagli ambulatori, mentre anche da Busto Arsizio – sede di ASST Valle Olona – segnalano interventi eseguiti regolarmente e nessun disagio particolare sul fronte ambulatoriale. Anzi, proprio oggi pomeriggio, 20 novembre, a Busto Arsizio è stato ufficialmente aperto il nuovo OBI, il reparto di Osservazione Breve Intensiva del Pronto Soccorso.
Ma i sindacati cantano vittoria
Eppure a livello nazionale i sindacati promotori dell’agitazione cantano vittoria, parlando di punte di adesione dell’85%. «Un segnale importante – scrivono in una nota Anaao-Assomed, Cimo-Fesmed e Nursing Up, che hanno manifestato a Roma in piazza Santi Apostoli – che dovrebbe far riflettere sulle condizioni di lavoro inaccettabili negli ospedali e sulla condivisione delle ragioni della protesta». Tra i motivi dello sciopero, i contratti di lavoro, la delusione per le misure contenute nella manovra finanziaria del governo, a partire dall’assenza di risorse per l’immediata assunzione di personale e dalla mancata introduzione di norme che impegnino i ministeri competenti all’immediata attivazione di Presidi di Pubblica Sicurezza negli ospedali. Solidarietà è arrivata anche dall’organizzazione sindacale dei medici di medicina generale, la FIMMG, che preannuncia la possibilità di «importanti azioni di protesta» anche dalla categoria.
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