Medio Oriente, la guerra che nessuno vuole

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di Ivanoe Pellerin

Cari amici vicini e lontani, siamo tutti molto preoccupati per le vicende che mettono al calor rosso la situazione mediorientale dove l’Iran minaccia: “Vendetta, tremenda vendetta!”. Osserviamo con attenzione gli avvenimenti. Avevo precedentemente sottolineato come Israele, un tempo elemento di sicurezza in Medio Oriente, fosse apparsa nei tempi recenti più debole a causa del protrarsi del conflitto non risolutivo nei confronti di Hamas, conflitto dai confini ancora non definiti. Oggi la situazione è decisamente mutata. Con due eliminazioni eccellenti, a poco tempo di distanza l’una dall’altra, sia l’assassinio di Ismail Haniyeh, il capo politico di Hamas, in visita a Teheran per la cerimonia di insediamento del nuovo presidente Massoud Pezeshkian, addirittura sotto la protezione della Guida suprema dell’Iran Alì Khamenei, sia di Fuad Shukr, elemento di rilievo degli Hezbollah, Israele ha rimesso in ordine la pressione politica in Medioriente. Si scrive politica ma si legge militare, laddove l’esibizione della forza è molto temuta ma anche molto apprezzata.

Alcuni media internazionali hanno scritto che Haniyeh sarebbe stato ucciso da una bomba che Israele è riuscito a posizionare nella struttura in cui alloggiava a Teheran mesi fa, e che sarebbe stata fatta esplodere a distanza. Le ricostruzioni vanno prese con prudenza (sono basate tutte su fonti anonime citate dai giornali) ma sembrano comunque plausibili. Di certo se questa versione fosse confermata, indicherebbe un enorme fallimento degli apparati di sicurezza e di intelligence iraniani. Bomba o missile teleguidato da un drone non credo faccia molta differenza. Per ora le autorità israeliane non hanno riconosciuto ufficialmente di aver ucciso Haniyeh, ma è praticamente certo che la responsabilità sia proprio di Israele

A Beirut un’altra esplosione ha colpito il quartiere Daaheh. Il bersaglio dell’esercito di Israele era Fuad Shukr alias Hajj Mohsin. Numero due delle milizie di Hassan Nasrallah e consigliere militare di Hezbollah. L’obiettivo è stato «neutralizzato». Era «responsabile della maggior parte degli armamenti più avanzati di Hezbollah, tra cui missili a guida di precisione, missili da crociera, missili antinave, razzi a lungo raggio e droni», oltre che «dell’accumulo di forze, della pianificazione e dell’esecuzione di attacchi terroristici contro lo Stato di Israele». Ma soprattutto era il responsabile della strage di Majdal Shams di alcuni giorni fa e dei 12 bambini drusi morti. Per Israele era un impegno fortissimo per mostrare di difendere i suoi cittadini. Insieme a Sukr è stato ucciso anche Milad Bedi, consigliere militare iraniano, di fatto l’ufficiale di collegamento fra Nasrallah, il capo di Hezbollah, e Teheran.

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Ivanoe Pellerin

La situazione creata con l’attacco terroristico del 7 ottobre, chiamata “la sentinella che dorme”, ha visto, come nel ’73 quando a capo del Governo c’era Golda Meir e Ministro della Difesa Moshe Dayan, non solo appannarsi l’attività del Mossad ed anche la capacità d’informazione del Shin Bet, che si occupa della sicurezza interna e dei Territori palestinesi, ma anche levarsi molte aspre critiche nei confronti dell’esercito e del governo israeliani. Con questa “operazione” Israele ha ridisegnato un forte equilibrio e ha mandato messaggio chiarissimo: non vogliamo la guerra ma possiamo eliminare i nostri nemici ovunque.

Ora, oltre a preoccuparsi della risposta adeguata allo scempio portato addirittura a Teheran, la Guida suprema Alì Khamenei, successore di Ayatollah Khomeini e figura chiave della rivoluzione iraniana, ma anche i vertici del governo dell’Iran devono prestare attenzione alla propria sicurezza personale. È perfino in discussione la capacità di difendere i propri confini e il proprio spazio aereo. Teheran sta valutando un attacco con UAV (velivolo senza pilota) e missili contro obiettivi militari nelle vicinanze di Tel Aviv e Haifa ed è stata presa in considerazione la possibilità di coordinare l’azione militare con lo Yemen, la Siria e l’Iraq. Se anche Teheran riuscisse a mettere a segno un duro colpo contro Israele, questo non potrebbe garantire la sicurezza dei propri capi di governo. Non poca cosa. Ricordiamoci che alcuni giorni oro sono, il 13 luglio appena passato, Israele ha colpito il luogo in cui si trovava Mohammed Deif, il comandante delle brigate Qassam, molto vicino a Teheran. Fino ad oggi non si sa se Deif sia sopravvissuto all’esplosione.

I miliziani filoiraniani si sono già scontrati nelle ultime ore con gli americani sia in Iraq, sia in Siria. Gli Houti sono un po’ più calmi dopo i raid angloamericani cha hanno distrutto infrastrutture portuali e danneggiato i siti di lancio dei missili contro le navi in transito nel Mar Rosso e contro il territorio d’Israele. Inoltre raid aerei israeliani hanno colpito la raffineria di Hodeida. Come si può annotare le attività belliche non si sono mai fermate. Intanto gli Usa hanno schierato nel Mediterraneo orientale 18 unità militari navali, comprese la portaerei Eisenhower e il cacciatorpediniere missilistico Gravely. Teheran è avvisata. Su questo Biden è stato chiaro: difenderemo l’integrità d’Israele.

L’ultimo atto della cerimonia funebre di Haniyeh si è spostato a Doha. Dopo il funerale a Teheran, il feretro è arrivato in Qatar. Ad attenderlo fra gli altri Khaled Meshaal il leader sunnita palestinese di Hamas che sarebbe stato scelto per prendere il posto di Haniyeh al tavolo dei negoziati. Sessantotto anni, sopravvissuto ad un tentativo di avvelenamento da parte del Mossad all’inizio del 1997, quando lo rintracciò in Giordania. Re Hussein in persona costrinse l’allora premier israeliano con l’aiuto degli americani a consegnare l’antidoto.

Adesso tutti aspettano di capire cosa accadrà dopo la fine della cerimonia tra il venerdì, il giorno della preghiera islamica, e il sabato giorno di festa per gli ebrei. Cari amici vicini e lontani, la tensione sale e le compagnie aeree bloccano i voli su Tel Aviv e Beirut. Tutti si preparano alla guerra che nessuno vuole.

pellerin medioriente guerra – MALPENSA24

 

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