MESENZANA – Renato Bianchi è stato sentito oggi, martedì 18 novembre, dal Gip del Tribunale di Varese Niccolò Bernardi. Il giudice per le indagini preliminari ha raggiunto il 78enne arrestato nella serata di sabato 15 novembre per l’omicidio a coltellate della moglie Mariella Chiari, 81 anni, nell’abitazione di via Pezza a Mesenzana dove la coppia viveva. Il Gip ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere.
Istanza di perizia pischiatrica
Il difensore Andrea Toppi ha già depositato istanza al Pm per la nomina di consulente tecnico perché valuti la capacità di intendere e di volere di Bianchi al momento del fatto, così come la sua capacità di stare in giudizio, nonché al fine di valutare se il suo stato psico fisico risulti compatibile con l’attuale regime di detenzione carceraria, peraltro scongiurando l’eventuale rischio di detenzione di soggetto non imputabile
Non ricorda il litigio
Bianchi ha risposto alle domande del Gip confermando quanto aveva già dichiarato al pubblico ministero subito dopo l’arresto. Presente oggi anche il Pm Federica Recanello, che coordina le indagini condotte dai carabinieri della compagnia di Luino. «Il mio assistito è evidentemente confuso, oltre che profondamente prostrato e scosso», spiega l’avvocato Toppi. Non si dà pace Bianchi, «non ricorda nemmeno quale sia stato il motivo del litigio», spiega il legale. Al netto di un gratta e vinci – che in alcun modo va o può essere tradotto in ludopatia in questo caso specifico – che potrebbe aver acceso la lite. Una sciocchezza, gli stessi inquirenti parlano di futili motivi, che ha innescato una tragedia famigliare.
Domani l’autopsia
Non si può, infatti, in questo caso parlare di femminicidio. La situazione è lontanissima da un’ipotesi simile. La coppia non ha trascorso di violenza o maltrattamenti, non ci sono nemmeno litigi particolari. Due tranquilli pensionati dediti ai tre nipotini. Uniti da sempre. Quello che è accaduto è del tutto imprevedibile. E che Bianchi si trovi in uno stato di “marcata fragilità psicologica” lo ha rilevato anche la procura, anche dopo l’interrogatorio di oggi. L’arresto è stato convalidato, la Pm ha comunque chiesto la custodia in carcere, sempre a San Vittore, così che Bianchi sia tenuto sotto stretta sorveglianza al fine di scongiurare atti autolesionistici. Il difensore, convinto della necessità di indagare la fragilità psicologica rilevata, ha chiesto la custodia in una struttura di cura. «Non ritengo il carcere il luogo adatto per una situazione così complessa – spiega Toppi – Ritengo che una struttura di cura sia inoltre il luogo adatto per indagare dele problematiche che appaiono evidenti». Domani, mercoledì 19 novembre, all’ospedale di Circolo sarà eseguita l’autopsia sul corpo della vittima.
Omicidio Mesenzana, «per Bianchi necessaria una valutazione psicologica»
