MILANO – Si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di convalida Lamin Saidilly, il giovane nato in Italia da genitori del Gambia e cresciuto nel Regno Unito, arrestato per il tentato omicidio di un uomo di 55 anni, Gerardo P., avvenuto la mattina di sabato 4 luglio a Milano. L’aggressione si è consumata davanti al bar “La Giada”, nel quartiere San Siro. Mentre si attende la decisione del gip sulla custodia cautelare, La Procura di Milano ha richiesto la convalida del fermo e il trasferimento in carcere per il giovane, che al momento dell’arresto ha dichiarato agli agenti della Polizia di Stato: “Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio”.
Il litigio in Veneto, la fuga e i giorni a Milano
I retroscena sulla vita del ventiduenne delineano un profilo instabile. Saidilly era rientrato in Italia alla fine del 2025 dopo aver trascorso dieci anni a Londra, stabilendosi a Conegliano, in provincia di Treviso, dove condivideva un’abitazione con il padre e altri coinquilini. In Veneto aveva trovato impiego presso lo stabilimento della nota industria alimentare, da cui era stato però licenziato dopo poche settimane a causa di accesi contrasti con i responsabili. La tensione era alta anche tra le mura domestiche: il 23 giugno, a seguito di un violento litigio con il padre che lo accusava di non contribuire economicamente alle spese della casa, il giovane si è allontanato interrompendo ogni contatto telefonico. Raggiunto il capoluogo lombardo, Saidilly ha alloggiato durante la prima settimana in diverse strutture alberghiere della zona ovest, pagando regolarmente il soggiorno senza far registrare anomalie o interventi delle forze dell’ordine. Nei quattro giorni successivi, prima del ferimento di San Siro, ha vagato per la città senza fissa dimora, presumibilmente passando le notti in strada.
L’aggressione ripresa dalle telecamere
L’intera sequenza dell’accoltellamento è stata registrata dai sistemi di videosorveglianza del locale e si è sviluppata in meno di due minuti. La vittima si trovava seduta a un tavolino esterno insieme al figlio quando Saidilly si è avvicinato colpendola ripetutamente all’addome e al torace. Il tentativo di fuga del ventiduenne è stato sventato dall’intervento tempestivo di alcuni clienti del bar, tra cui un muratore egiziano di 38 anni, Sobhi Rezk Azzam, che è riuscito a immobilizzare l’aggressore a terra fino all’arrivo delle volanti. Gli inquirenti milanesi si sono attivati tramite i canali di cooperazione internazionale dell’Interpol per verificare i trascorsi del giovane nel Regno Unito. Sotto la lente delle autorità britanniche vi è un episodio analogo avvenuto a Leeds nel 2023, quando un ragazzo omonimo e dell’età corrispondente a quella di Saidilly venne identificato come l’autore di un’aggressione con coltello durante una rapina, scontando successivamente una condanna a circa due anni di reclusione prima del rimpatrio in Italia.
Le condizioni della vittima
Gerardo P. resta ricoverato in prognosi riservata nel reparto di terapia intensiva post-intervento dell’ospedale Niguarda, dove è stato sottoposto a diversi interventi chirurgici d’urgenza nella giornata di sabato. I medici hanno escluso il pericolo di vita immediato: i fendenti, pur avendo colpito zone vitali tra torace e addome, non sono penetrati in profondità e il quadro clinico del cinquantacinquenne mostra costanti segnali di miglioramento.
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