Non abbiamo votato contro la liquidazione in sé, ma contro questa liquidazione: tra bullismo istituzionale e anni di operato opaco e inefficace. Così La Tua Mornago ha replicato alle accuse di Tamborini: troppe occasioni sprecate negli anni, aree svilite e lasciate al degrado, pochi numeri certi sulla chiusura dell’operazione e clima da stadio. Mornago si merita ben altro e siamo sicuri lo pensino anche i cittadini.
I consiglieri presenti al consiglio del 29 ottobre, a seguito delle gravi accuse rivolte dal sindaco, hanno voluto dire personalmente la loro:
Nel suo semplicistico riassunto dei fatti Tamborini dimentica diversi punti: non cita mai il fatto che nessuno dei membri dell’attuale minoranza era amministratore comunale ai tempi della costituzione della società, che la liquidazione era già stata avviata dall’amministrazione precedente quando è stato eletto nel 2014, come a volersene intestare l’intera responsabilità. Non cita nemmeno che la minoranza non ha votato contro la liquidazione della società patrimoniale in sé, ma contro la modalità con cui questa si è concretizzata, oltretutto dopo il periodo record di dodici anni. Un periodo che ha portato ad una cifra necessaria per chiudere la società che supererà i 500mila euro tra consulenze e compensi (revisore dei conti, liquidatore, consulenze legali e urbanistiche), senza parlare di come, attraverso un’esplicita richiesta del Comune del 26 febbraio, sia stato proprio Tamborini a chiedere alla Corte dei Conti se nell’operazione si ravvisano potenziali danni erariali: un atteggiamento che non ispira certo fiducia, a maggior ragione non essendoci stata la risposta esplicita della Corte che si riserva di valutare in base a come si concluderà l’operazione (pagina 2, Premesso in atto, link: https://eu.docworkspace.com/d/sIDm8nt6RAZaW_8cG).
Già nel 2015 – ha spiegato il consigliere Alessandro Montin – ci eravamo attivati come gruppo di opposizione per portare soluzioni: un primo tentativo nella persona del professionista dott. D’Aries, un consulente esterno della Corte dei Conti con all’attivo liquidazioni ben più complesse di questa, che con costi contenuti per l’Ente Comunale (circa 20mila) avrebbe chiuso in tempi brevi la società in bonis, senza cedere aree o beni, ma sono state prese scelte differenti.
In seguito è su nostra richiesta che nel marzo 2018 è stato convocato un consiglio comunale ad hoc in cui il liquidatore nominato dall’amministrazione Tamborini ha presentato una relazione in cui attesta che si sarebbe potuta chiudere la società in bonis con circa 190mila, opzione non presa in considerazione.
Si arriva nell’aprile 2022 alla scelta di sacrificare il centro sportivo in favore di un supermercato, trovandosi ora con oltre 400mila di costi di gestione: uno spreco che costringe il Comune a cedere l’area, e chissà tre anni dopo a che punto questi costi sono lievitati ulteriormente: ecco il vero spreco di risorse. Per non parlare di una serie di accessi agli atti mai evasi, tra cui uno proprio sul bando di gara per l’area, grave segno di mancanza di condivisione e trasparenza; come è stato irresponsabile lasciar deperire l’area facendole perdere valore negli anni a danno proprio del Comune (socio unico della società), senza mai cercare bandi per riqualificarla o valorizzarla.
Un altro aspetto grave – così il consigliere Simone Marcolli – è il clima creato dall’amministrazione Tamborini intorno alla vicenda: per anni, anche chi come me si è candidato per portare un contributo costruttivo alla vita del nostro paese, pur essendo totalmente estraneo a fatti avvenuti quand’ero ragazzo, si è visto additare come corresponsabile (di che cosa, poi?), stavolta con perfino allusioni a non meglio specificati secondi fini, che esistono solo nelle parole di un sindaco che la patrimoniale l’ha sempre usata come leva elettorale e come distrazione dai tanti progetti promessi e non portati a termine. Questo stile di amministrazione non ci appartiene e lo riteniamo indegno di Mornago, così come tutti gli attacchi verbali, social e via stampa in cui il sindaco si è lanciato a testa bassa negli ultimi anni.
Confidiamo che i cittadini, oltre ad essere stufi di questioni di decenni fa (e sotto la gestione di Tamborini da quasi un quindicennio), siano in grado di vedere la realtà dei fatti tra i toni autocelebrativi di un’amministrazione che non ha significativi risultati da esibire, al punto da accontentarsi di nascondersi nel passato e fomentare uno scontro di cui Mornago non ha bisogno e che non porta alcun vantaggio ai cittadini e al paese.
Liquidazione della Mornago Patrimonio e Servizi e l’indegno “no” delle minoranze
