NERVIANO – Ha acceso un fuoco per scaldarsi all’esterno dell’azienda dove lavora, ma le fiamme sono sfuggite al suo controllo e hanno raggiunto alcuni veicoli parcheggiati, danneggiandoli irrimediabilmente. Lo stesso è rimasto ustionato nel tentativo di domare le fiamme. È successo questa mattina, martedì 18 febbraio, a Nerviano.
Ustionato giovane marocchino
Intorno alle 7.00 un giovane marocchino di 27 anni che lavora in prova presso una cooperativa di traslochi in via Santa Maria ha acceso un falò vicino all’area rimessaggio dei veicoli dell’azienda per riscaldarsi. Il giovane, che è agli arresti domiciliari con il permesso di recarsi al lavoro, non è riuscito però ad evitare che le fiamme si estendessero a un mucchio di rifiuti e da lì a due furgoni vicini, un Iveco Daily e uno Renault, che sono stati danneggiati in maniera irreparabile. Un altro furgone Iveco ha riportato danni di minore entità nella parte posteriore.
Sul posto sono quindi intervenuti i Vigili del Fuoco e la Polizia locale, oltre al personale sanitario di un’automedica e di un’ambulanza della Croce Rossa di Legnano. Quest’ultimo ha soccorso il giovane, che è rimasto ferito dal fuoco al volto e alle braccia ed è stato portato in codice giallo all’ospedale di Legnano.
Evade dai domiciliari: arrestato
Sempre a Nerviano venerdì scorso, 14 febbraio, i Carabinieri della locale stazione hanno arrestato un italiano 39enne originario di Taranto e residente a Pogliano Milanese in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere. L’uomo aveva violato la misura degli arresti domiciliari con il permesso di uscire di casa solo per recarsi a lavorare. Ad un controllo nell’abitazione dove vive con la madre, questa ha giustificato la sua assenza dicendo che era al lavoro, ma in realtà era stato licenziato dalla ditta dov’era stato assunto, che aveva informato di ciò l’autorità giudiziaria.
L’uomo – condannato per un tentato omicidio commesso nel 2019 a Taranto, dove aveva inferto 17 coltellate a un rivale in amore – nonostante il licenziamento si era comunque recato sul posto di lavoro, forse per convincere, con le buone o con le cattive, il suo datore a riassumerlo. I Carabinieri lo hanno rintracciato proprio all’ingresso dell’azienda, arrestandolo. Ora è rinchiuso nel carcere di San Vittore.
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