BUSTO ARSIZIO – Maurizio Massè ha risposto per due ore alle domande del Gip di Busto Arsizio Anna Giorgetti rigettando l’accusa di aver assassinato in concorso con Adilma Pereira Carneiro, 49 anni, di origine brasiliana, Michele Della Malva, marito della donna, nel dicembre 2011 a Mesero. E ha negato tutte le accuse. Ha negato di aver assassinato Della Malva, di cui era l’ex cognato, di essere nell’abitazione dell’uomo la notte in cui avvenne il decesso e ha negato di aver mai avuto una relazione con Adilma. Della Malva è stato ascoltato in carcere a Busto Arsizio dalle 12 alle 14 di oggi, martedì 18 febbraio.
Non ha uccisa Della Malva
Massè, volto noto della criminalità di Quarto Oggiaro, considerato dagli inquirenti vicino alle ‘ndrine calabresi, è stato fermato sabato 15 febbraio dai carabinieri della compagnia di Legnano su ordine del pubblico ministero Ciro Caramore, che coordina l’indagine. Proprio il Pm Caramore ha riaperto il caso Della Malva 13 anni dopo il decesso. Fu lui, nell’agosto scorso, ad arrestare Pereira Carneiro per l’omicidio di Fabio Ravasio, suo compagno, travolto da un’auto mentre era in bicicletta a Parabiago il 9 agosto 2024. Partendo dalla morte di Ravasio la procura di Busto Arsizio è andata a ritroso arrivando al decesso di Della Malva che, secondo gli inquirenti, fu assassinato dalla moglie e da Messè per soldi.
Ariane e Igor
Della Malva, nella ricostruzione degli inquirenti, fu sedato (Massè all’epoca trasportava farmaci per lavoro) e costretto ad ingoiare cocaina morendo per overdose. A mettere gli inquirenti sulla pista sono stati due dei figli della 49enne, Ariane e Igor Benidito (quest’ultimo a processo con la madre per l’omicidio di Ravasio) che, fuori dall’influenza della madre, collocano Massè nella casa dove morì Della Malva. Massè fu visto entrare intorno alle 23.
La difesa
Oggi Massè, assistito dall’avvocato Cristina Morrone, ha respinto ogni contestazione. «Massè si è dichiarato innocente – spiega il legale – Negando di essere stato presente quando Della Malva morì. E del resto a 13 anni di distanza dall’accaduto è difficile credere che il vicino di pianerottolo possa ricordare davvero di averlo visto lì. Il mio assistito ha negato di aver avuto una relazione con la signora Pereira Carneiro, spiegando di averla vista due o tre volte al massimo ma sempre in compagnia del marito. Lavoreremo per provare la sua innocenza». Il Gip ha convalidato il fermo. Si è riservato sulla misura. I difensori hanno chiesto la scarcerazione «a nostro parere – conclude Morrone – non sussiste alcun cardine che possa giustificare la custodia cautelare in carcere».
