BUSTO ARSIZIO – Intitolazione al giovane fascista Sergio Ramelli, il PD di Busto voterà contro. «È un’operazione divisiva – spiega il capogruppo Maurizio Maggioni (nella foto d’apertura)- non ha alcun senso il ricordo delle vittime se non si accompagna alla chiara condanna delle ideologie, fascista e brigatista, rifiutate dal popolo italiano». Bocciata così anche l’idea di Fratelli d’Italia di affiancare al “largo Ramelli” un’altra intitolazione parallela ma di segno opposto ad una delle vittime di sinistra degli Anni di Piombo: «Se si vuole procedere comunque ad un’intitolazione, che lo si faccia o a favore di tutte le vittime o di una figura che abbia dedicato la vita alla difesa delle istituzioni» afferma il capogruppo Dem.
La nota di Maggioni (PD)
Il prossimo Consiglio Comunale affronterà decisioni importanti quali il nuovo regolamento per la gestione dei rifiuti urbani. Tuttavia non vorremmo che passi in secondo piano la mozione proposta da Fratelli d’Italia per l’intitolazione di un luogo pubblico a Sergio Ramelli, giovane fascista, assassinato barbaramente nel 1975.
Nessuno dei Consiglieri di minoranza ha rifiutato che si debba ricordare la vicenda di una vita giovane, spezzata da una violenza assassina ed allo stesso modo nessuno vuole evitare di ricordare tutte le vittime che hanno perso la vita a causa di una strategia della tensione che ha provocato stragi ed uccisioni insensate, tra persone comuni, Agenti di Polizia, Carabinieri e Magistrati.
La proposta di Fratelli d’Italia non è solo parziale, come se l’aggiunta di una qualche altra vittima a cui dedicare un luogo vicino, favorisse una memoria “condivisa”. È soprattutto reticente e volutamente silenziosa circa il fatto che lo scatenarsi delle violenza di quegli anni , dal 1969 a metà dell’80, è stato favorito dall’ideologia fascista, che nelle stragi di chiara matrice nera cercava la giustificazione di un’involuzione autoritaria, e dalla ideologia brigatista che inneggiava alla rivoluzione armata di un proletariato che mai l’ha seguita.
Per questo il ricordo delle vittime, tutte, non ha alcun senso se non si accompagna alla chiara condanna di queste ideologie, che sono state rifiutate dalla maggior parte del popolo italiano e dai partiti che hanno difeso unitariamente la Costituzione Italiana.
Sarebbe costruttivo, viceversa, il ricordo anche delle diverse storie personali, quando si traducesse in un rifiuto sempre più consapevole dell’ideologia fascista e brigatista e dei danni sociali, culturali e politici che possono provenire dalle spinte autoritarie ed antidemocratiche.
Per questo chiediamo al Consiglio Comunale di riconsiderare la proposta di Fratelli d’Italia, e di favorire un progetto di memoria storica e politica sugli anni di piombo e, se si vuole procedere comunque ad un’intitolazione, che lo si faccia o a favore di tutte le vittime o di una figura che abbia dedicato la vita alla difesa delle istituzioni. Ci auguriamo che comunque che non si approvi un’operazione, che nei termini impostati da Fratelli d’Italia, si prospetta divisiva attorno al tema primario dell’adesione ai valori democratici.
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