di Sarah Zambon
CASTELLANZA – Nel giorno in cui la Giunta Regionale lombarda ha approvato una delibera che stanzia un finanziamento da mezzo milione di euro e definisce i criteri per la creazione ed il riconoscimento dei Musei d’Impresa, l’Heritage Hub della LIUC ha presentato i risultati del progetto “Noi della Cantoni”, coordinato da Daniele Pozzi, che si è tradotto in un docufilm proiettato per la prima volta l’11 dicembre 2024 in Villa Jucker, alla presenza di alcuni dei protagonisti.
Gervasoni e Visconti insieme
L’attuale rettore della LIUC Anna Gervasoni ed il suo predecessore Federico Visconti, – recentemente eletto presidente della Fondazione Comunitaria del Varesotto, che ha sostenuto il progetto -, hanno introdotto il convegno, ritrovandosi per la prima volta insieme nello stesso contesto, mentre l’appoggio del Comune, che ha patrocinato l’iniziativa, è stato espresso dall’assessore alla Cultura ed Istruzione della Città di Castellanza Davide Tarlazzi.
Gli obiettivi da raggiungere

Non ci può essere innovazione senza memoria e le finalità perseguite dal LIUC Heritage Hub sono proprio quelle di coinvolgere imprese, comunità e stakeholder, dimostrando come preservare e diffondere la cultura dell’eredità storica siano aspetti fondamentali per promuovere la crescita competitiva del territorio: il corporate heritage, infatti, si configura anche come asset strategico capace di generare valore a livello identitario, culturale ed economico. Raccontare la storia aziendale e radicarla nel territorio consente di rafforzare l’identità d’impresa, consolidare il legame con la comunità e valorizzare il capitale immateriale, creando un ponte ideale tra tradizione e futuro.
Le testimonianze dei lavoratori
Il documentario “Noi della Cantoni”, che ha richiesto poco meno di un anno di lavorazione, raccoglie le testimonianze storiche di alcuni ex dipendenti del cotonificio di Castellanza, diversi dei quali erano presenti alla proiezione in Villa Jucker e sono stati orgogliosi e felici di rivedersi nelle immagini proiettate sullo schermo: storie di vita personale di più generazioni, letteralmente intrecciate con i ritmi lavorativi all’interno dello stabilimento castellanzese. Ricordi indelebili di fatica, responsabilità, soddisfazione, e gratitudine che offrono uno spaccato multisfaccettato di un’epoca e di una realtà imprenditoriale ormai sul viale del tramonto e le cui vestigia sono, almeno in parte, state salvaguardate e rivalorizzate proprio dall’avvento dell’Università Cattaneo.
Oltre al docufilm, il progetto dell’Heritage Hub si concretizza anche in un’app interattiva “gamificata”, sviluppata gli studenti del Liceo Classico “Crespi” di Busto Arsizio e dell’Istituto “Fermi” di Castellanza, per valorizzare il patrimonio di archeologia industriale della Valle Olona, trasformando la memoria del passato in esperienza coinvolgente per i giovani.
Gli spunti emersi dal convegno
A causa di alcuni problemi tecnici, la prevista presentazione del numero speciale della rivista “Imprese e Storia”, che doveva essere illustrato con un collegamento streaming con il condirettore Mario Perugini, è stata brevemente effettuata da Daniele Pozzi: la pubblicazione è frutto del lavoro del LIUC Heritage Hub, che ha raccolto studi e testimonianze sul corporate heritage in Italia e all’estero. Un focus speciale, poi, è stato dedicato al libro di Massimo Negri, – uno dei massimi esperti italiani di museologia -, un manuale che fornisce linee guida per la progettazione di musei d’impresa, strumenti capaci di rendere visibile il legame tra storia e innovazione, nato dall’enorme cultura in materia accumulata dall’autore in tutto il Mondo. Alla stesura del volume ha dato un fattivo contributo anche un altro ospite del convegno, René Capovin, direttore generale Museo dell’Industria e del Lavoro di Brescia, che ha raccontato la sua esperienza e sottolineato come l’Italia sia ancora indietro nella valorizzazione del proprio glorioso passato industriale rispetto ad altri Paesi.
Il premio Nazionale Corporate Heritage Awards
Durante l’evento dell’11 dicembre si è parlato anche dello straordinario sviluppo del Corporate Heritage Awards, grazie all’intervento di Angelo Riviezzo, mentre Claudio Argentiero, presidente dell’Archivio Fotografico Italiano, ha esposto esempi concreti di come gli archivi possano custodire un patrimonio spesso poco conosciuto di preziose testimonianze sul passato industriale di interi territori.
Il bando regionale per i Musei d’impresa
Regione Lombardia riconosce e sostiene la creazione dei Musei d’impresa attraverso un finanziamento di mezzo milione di euro. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi di concerto con l’assessore alla Cultura Francesca Caruso, ha approvato la delibera che stanzia le risorse e definisce i criteri per il riconoscimento dei musei e l’accesso ai contributi. Il provvedimento, attuato in seguito ad una legge del Consiglio Regionale, sostiene le aziende lombarde che costituiscono un proprio museo di impresa con l’obiettivo di salvaguardare il patrimonio tecnico-industriale, diffondere la conoscenza della storia industriale e della cultura del lavoro lombarda, valorizzare le storie imprenditoriali di eccellenza e promuovere l’attrattività delle imprese e dei territori.
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