Nomine Rai, tre varesini in corsa tra incertezze e patti saltati nella Lega

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Da sinistra, Antonio Marano, Roberto Pacchetti e Alessandro Casarin

ROMA – Tre varesini alla conquista della Rai. Sono Alessandro Casarin, direttore della Tgr, Roberto Pacchetti, condirettore della stessa testata, e Antonio Marano, già direttore di Rai 2 e direttore commerciale della Fondazione Milano/Cortina. Casarin e Marano in corsa per il Consiglio di amministrazione della Tv pubblica, Pacchetti per subentrare a Casarin.

Sono leghisti e, dalla Lega, si aspettano di essere promossi in ruoli ancora più importanti di quelli sinora svolti. Dagospia dedica loro un ampio servizio che, riprendendo un approfondimento del Foglio, svela i retroscena di una gara all’ultimo posto. E all’ultima delusione e, per qualcuno di loro, all’ultima scorrettezza. Spietato, com’è d’uso, il giornale di gossip diretto da Roberto D’Agostino, che cita il Foglio:I patti con Fratelli d’Italia (per le nomine, ndr) sono saltati: al vecchio direttore del Tgr in uscita, Alessandro Casarin, è stato soffiato il posto promesso in Cda, che dovrebbe andare ad Antonio Marano, il quale potrebbe puntare anche alla presidenza Rai”. E Pacchetti? “… chiede a Salvini la direzione del Tgr Rai come pacco regalo”.

Insomma, una girandola di veri, annunciati o presunti riposizionamenti che per i giornalisti (un passato in Prealpina) e il manager di Varese, da anni collocati in posti apicali nell’informazione radiotelevisiva, rappresenterebbero un premio di fine carriera (Casarin) o la svolta decisiva in un percorso professionale già prestigioso (Pacchetti e Maran). Tutto sotto il segno della Lega. Benché, Dagospia sostenga che Matteo Salvini si stia disinteressando della questione e l’abbia messa nelle mani di Alessandro Morelli, sottosegretario al Dipe, il quale non pare vada troppo per il sottile. Di nuovo Dagospia: “L’accordo tra gentiluomini leghisti era: Casarin in Cda, Pacchetti al suo posto e il dirigente Marco Cunsolo, nuovo dg Rai. Sta finendo in altro modo, e male: al Cda, per la Lega, va Antonio Marano, il dg lo fa Roberto Sergio e Pacchetti ha già le redazioni in rivolta. La Lega Rai è sotto sballo di nomine”.

Attenzione, però, sempre secondo le indiscrezioni “per il gioco dei veti, Marano potrebbe aspirare alla presidenza Rai, qualora non dovesse farcela Simona Agnes, la predestinata di Tajani e Letta, essere dunque nominato presidente facente funzioni per anagrafe, consigliere più anziano”. Insomma, il solito pasticcio confezionato dalla politica quando in ballo ci sono i posti di potere, sia che contino sia di minore importanza. Pur sempre posti da occupare.

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