Teatro Coccia – Regione Piemonte, è armistizio. In attesa degli eventi

Novara Coccia convenzione Regione
Alberto Cirio e Marina Chiarelli

NOVARA – Dopo mesi di risentimenti e di recriminazioni tra la Fondazione Coccia e la Regione Piemonte arriva se non il trattato di pace, almeno una tregua.

L’oggetto della contrapposizione, rimasta viva ancora fino a meno di due mesi fa, era il ritardato  versamento da parte dell’assessorato alla cultura della Regione – retto dalla novarese di FdI Marina Chiarelli, già vicesindaco di Novara – del contributo relativo al 2024 e la mancata sottoscrizione della nuova convenzione per il triennio 2025-2027.

Dopo la tensione, un primo faccia a faccia a Torino

Un ritardo che durante una seduta della commissione cultura del Consiglio Comunale il presidente della Fondazione Fabio Ravanelli aveva definito “indecoroso”

Dopo tanta tensione, Teatro e governo regionale si sono finalmente seduti allo stesso tavolo, lunedì di questa settimana, al Grattacielo della Regione. Da un lato il governatore Cirio e l’assessore Chiarelli, dall’altra il sindaco Alessandro Canelli, il presidente Ravanelli e la consigliera di amministrazione Mariella Enoc.

Coccia «presidio culturale fondamentale»

Il racconto fornito dall’ufficio stampa dell’assessore Chiarelli non lesina riconoscimenti al Teatro ( «strategico nel panorama culturale piemontese e nazionale, in qualità di unico Teatro di Tradizione del Piemonte, riconosciuto dallo Stato fin dal 1967») e impegni da parte della Regione (che vuole »continuare ad accompagnare il Teatro Coccia nel percorso verso una maggiore stabilità economica» con l’obiettivo di garantire «continuità artistica, sostenibilità gestionale e una programmazione culturale di qualità»).

Il Teatro Coccia rappresenta infatti «un presidio culturale fondamentale per il Piemonte e per il territorio novarese».

La convenzione triennale in ritardo di un anno

Nel corso dell’incontro  è stato ribadito il contenuto della convenzione triennale che «prevede il riconoscimento delle linee progettuali Nuovi incanti per il triennio 2025/2027 e ha sostenuto per l’anno 2025 il progetto “Un caleidoscopio per la Città”, che comprende attività di produzione e ospitalità».

Nessun accenno al fatto che l’accordo, valido fino al 2027, di fatto ha già consumato il primo dei tre anni, cosa che sempre in consiglio comunale, il presidente Ravanelli aveva ribadito.

La Fondazione: importante che il vincolo sia efficace

Forse proprio come richiamo in questa direzione va letta la frase attribuita nel comunicato ufficiale alla Fondazione Coccia, che definisce “importante che il vincolo giuridico trovi piena efficacia sull’intero arco della stessa (convenzione – ndrt) , rafforzandone la certezza e la capacità di pianificazione all’interno di un percorso condiviso fondato su stabilità, qualità progettuale e responsabilità gestionale”. Come dire: pagate in tempo perché questo è l’unica vera garanzia per noi per poter svolgere al meglio il nostro lavoro.

Ipotesi estensione del “Rafforza Cultura”

Una piccola novità in realtà c’è, almeno come ipotesi: Cirio e Chiarelli hanno parlato della «possibilità di estendere a questa realtà (il Coccia – ndr)  le opportunità offerte dalla misura Rafforza cultura».

Si tratta  di un provvedimento approvato nel marzo 2025 e ancora attivo  per gli anni 2025 e 2026, che in pratica permette di erogare contributi aggiuntivi per pagare gli oneri finanziari (che un istituto di Credito, Intesa San Paolo, offre a tassi agevolati)  per i soggetti culturali privati che ricevono in ritardo gli stanziamenti regionali ottenuti tramite bandi pubblici. Dotazione complessiva per tutto il sistema culturale di tutto il Piemonte e per entrambi gli anni (uno dei quali già concluso), 400.000 euro.

Un “aiutino”. Meglio che niente. Ma che fa sorridere di fronte ad affermazioni altisonanti come  “Il Teatro Coccia rappresenta un presidio culturale fondamentale per il Piemonte e per il territorio novarese”.

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