NOVARA – “Ci sentiamo con un mitra puntato davanti e un altro dietro. Nessuno di noi consiglieri è coperto da una assicurazione contro questo tipo di rischi, e per questo siamo preoccupati. Quello che è chiaro a tutti noi è che in quell’ufficio (l’ufficio sport – ndr) abbiamo vissuto un periodo storico al termine del quale prima il dirigente e poi il funzionario sono stati allontanati: quindi è evidente che qualche errore c’è stato. Ma in ogni caso penso che le aziende che hanno fatto i lavori devono essere pagate”.
Sono le parole pronunciate dal consigliere leghista Arduino Pasquini nell’ultima seduta congiunta della quarta e prima commissione, chiamate all’ultimo passaggio preventivo sulla delibera di riconoscimento dell’ormai celebre debito fuori bilancio da 78.000 euro relativo a lavori realizzati per i mondiali di hockey a rotelle e non coperti da regolari atti amministrativi.
Il giudizio politico sull’accaduto è netto
Parole pesanti come macigni, che inquadrano alla perfezione il clima che si manifesterà domani mattina in consiglio comunale quando si consumerà quello che dovrebbe essere l’ultimo atto di questa vicenda.
Quello che Pasquini dice – e che soprattutto in casa Lega nessuno smentisce, anzi – è che il giudizio politico sull’operato dell’assessore De Grandis è senza appello, e che il probabile voto a favore al riconoscimento del debito fuori bilancio, è motivato solo da due elementi: il timore di possibili conseguenze patrimoniali sui singoli consiglieri e la necessità di saldare le spettanze delle aziende che hanno svolto i lavori affidati in modo irregolare. Una opinione che domani potrebbe essere ribadita in modo altrettanto solenne in sede di dichiarazione di voto dal gruppo della Lega.
Non è bastata la relazione della segretaria generale
Non è evidentemente bastata a fugare le perplessità e i timori che attanagliano molti degli esponenti della maggioranza, financo nel gruppo di Fratelli d’Italia, la relazione depositata nei giorni scorsi e firmata dalla segretaria generale Pierluisa Vimercati nella sua veste di responsabile anticorruzione, dal dirigente del personale Davide Zanino e dal capo della ragioneria Filippo Daglia, oltre che dal direttore generale Roberto Moriondo.
Una relazione ricca di riferimenti alla normativa e alle pronunce delle sezioni di Corte dei Conti di molte regioni (non quella del Piemonte, ampiamente citata invece nelle precedenti occasioni dal capogruppo Pd Nicola Fonzo) espone due concetti che possono essere considerati novità. Anzitutto che nel caso di un eventuale mancato riconoscimento a bilancio delle somme, il Consiglio comunale “ha l’obbligo di motivare congruamente la decisione con apposita deliberazione, essendo illegittimo il silenzio eventualmente serbato dall’Amministrazione”.
Quindi il voto contrario all’approvazione della delibera non chiuderebbe in ogni caso la partita. In secondo luogo la relazione spiega che di fatto nessun controllo preventivo poteva essere esercitato sulle somme di cui si discute, “perché – ha detto la segretaria – non esistono atti. E’ una fattispecie che il piano comunale anticorruzione non contempla. Sto lavorando per valutare se e come inserirlo nella prossima revisione del piano”.
Resta ancora da chiarie il “caso” dei lavori al campo da softball
Argomenti che avrebbero dovuto nelle speranze dell’assessore De Grandis, mettere tranquilli i consiglieri di maggioranza. Cosa che evidentemente non è accaduta. O non del tutto. Si decide quindi domani con la consapevolezza che c’è una parte della vicenda – quella relativa ai lavori agli spogliatoi del campo da softball di via Spreafico, è ancora tutta da chiarire. E con lo spettro di un possibile voto segreto che l’opposizione potrebbe chiedere durante la seduta.
