NOVARA –Il Codacons di Milano lancia l’allarme per quella che definisce “una gravissima emergenza igienico-sanitaria in Corso Milano” a Novara, annuncia denunce alla Procura e raccolte di firme per una class action. Ma prende un mezzo granchio.
Un angolo degradato del quartiere S.Agabio
La vicenda è quella di un angolo del popolare quartiere di Sant’Agabio, nei pressi della scuola primaria Rigutini e a pochi passi dalla chiesa parrocchiale e dalla antistante piazza. L’associazione di tutela dei consumatori – che non ha una sede a Novara – denuncia “la presenza di colonie di topi che si aggirano nei pressi degli edifici e delle aree limitrofe”. Il degrado – scrive il Codacons “deriverebbe da alcune case abbandonate al civico 27/B e 29, ridotte a veri e propri ricettacoli di sporcizia e incuria”.
“Denunciato il sindaco alla Procura della Repubblica”
“Siamo di fronte a una situazione indegna per una città come Novara – dichiara il Codacons. La presenza di roditori davanti a un istituto scolastico rappresenta un rischio intollerabile per la salute pubblica, specie per i bambini. È inaccettabile che le segnalazioni del parroco e dei cittadini rimangano inascoltate mentre il degrado continua a crescere”.
L’associazione annuncia anche di avere presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Novara contro il Sindaco e i responsabili della mancata vigilanza sanitaria, “chiedendo il sequestro urgente degli immobili abbandonati per consentire verifiche, bonifiche e accertamenti sulle responsabilità omissive dell’amministrazione comunale”.
L’associazione annuncia infine anche “l’avvio di una raccolta firme per una class action contro il Comune di Novara, finalizzata a chiedere il risarcimento dei danni materiali e morali subiti dai residenti a causa dell’omessa vigilanza e della mancata tutela igienico-sanitaria”.
Il Comune: “Una situazione da tempo ben nota”
L’intemerata del Codacons ha un fondamento reale: gli stabili abbandonati ci sono, e sono oggettivamente in condizioni di grave degrado. La situazione, però, è ben nota al Comune, che da tempo si è attivato per risolverla.
“Bisogna tenere presente – spiegano da Palazzo Cabrino – che l’immobile è di proprietà privata, e che quindi il comune non può intervenire direttamente se non dopo una procedura amministrativa”. Che, come certifica l’amministrazione comunale, è stata svolta.
Da un mese e mezzo emessa una ordinanza di ripristino
In primo luogo è stata identificata la proprietaria, che è una signora di 83 anni nata a Vigevano, residente a Lesa, sul lago Maggiore ma di fatto domiciliata a Torino. La signora, tra l’altro, è proprietaria anche di un altro stabile in città, in via Leonardo da Vinci 10 a, pure in condizioni di degrado. Nello scorso mese di agosto la polizia locale ha effettuato una serie di sopralluoghi e ha redatto un verbale in cui vengono dettagliati i particolari della situazione. Sulla base del verbale, il sindaco, il 1 settembre ha emesso una ordinanza a carico della proprietaria in cui intima di intervenire per mettere in sicurezza lo stabile e al ripristino di condizioni di igiene.
L’ordinanza prevede che “In caso di inottemperanza, il Comune si riserva di procedere d’ufficio, con addebito delle spese ai proprietari”.
